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01 gennaio 2011

PARIGI, FOLLIA FRA LA FOLLA


Parigi? E' la sua folla. Arrondissement che attraversi, facce nuove che vedi! Ti tuffi in un mare di sguardi, di espressioni, di abbigliamenti uno completamente diverso dall'altro. Volete un esempio? I grandi boulevard verso mezzogiorno! Massaie vistosamente truccate come se dovessero andare al night club – eppure siamo in pieno giorno! - e donne in carriera con l'ipod in una mano e la borsa della spesa nell'altra. I gendarmi con i loro inconfondibili giubbotti blu oltremare spalla a spalla coi ragazzini in libera uscita per le vacanze di fine anno. Impiegatucci grigi e alteri con l'inseparabile baguette sotto l'ascella si fanno largo fra i signori anziani dell'alta società che sfoggiano cappotti di visone dal valore di un'automobile nuova di zecca. Uomini e donne di tutte le età e tutte le razze camminano da un attraversamento pedonale all'altro con apparente indifferenza. Ci sono clochard, dignitosi nella loro estrema povertà, eppure molto più sorridenti di certi negozianti che li osservano volutamente infastiditi. Negozi e vetrine uguale lusso sfrenato che fa a pugni coi sacchi a pelo di chi non ha un tetto dove ripararsi dal freddo: ecco cos'è la Ville Lumière! Un mare magnum di gente, i parigini, convinti in perfetta buona fede di essere l'ombelico del mondo. Li guardi uno ad uno ed è come se ti dicessero: mi raccomando, non fermarti mai neppure un momento! La vita è il preciso momento in cui mi guardi, non fermarti a riflettere ma continua a guardarmi: ah questi parigini, sono di un esibizionismo davvero sfacciato! Tra monumenti famosi e panorami incomparabili che ti rubano l'occhio ogni volta che torno a Parigi scopro meraviglie di cui praticamente ignoravo l'esistenza. Come, quasi a metà fra la spianata degli Invalidès e la Tour Eiffel, la Fontana di Marte: non una semplice fontana, molto di più! Si erge in tutta la sua grandeur in rue Saint Dominique, proprio di fronte a una boulangerie che porta lo stesso nome con annesso caffè e tavolini. Locale molto piccolo datato qualche secolo, arredato stile fine Ottocento, pane e croissant meravigliosi, vetrinette dotate di ogni ben di Dio, clientela logicamente affezionata, ti siedi a uno dei tavolini per fare una colazione indimenticabile quanto a bontà e al prezzo contenuto. Peccato solo che dietro al bancone ci siano due donne, una alta e giovane, l'altra tozza e con un paio di occhialini da preside in pensione, di un'antipatia addirittura biblica! Ma in fondo chissenefrega: abbiamo tutti un blues da piangere, noi italianuzzi e loro parigine, in fondo perché non riderci su?


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