
03 luglio 2009
LA PIAZZA DI QUEL MAESTRO

29 giugno 2009
TORINO: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

23 giugno 2009
UN PUGNO ALLO STOMACO CHE FA TANTO BENE

06 giugno 2009
MILAN: LE MALEFATTE DI ZIO FESTER

Quanto costa, secondo voi, essere il club più titolato al mondo? Facciamo un esempio concreto. Mathieu Flamini è un ottimo centrocampista, ma non un campione assoluto. A lungo è stata una colonna dello splendido Arsenal di Arsène Wenger e, arrivato a scadenza naturale del suo contratto, ha improvvisamente scelto di andare al Milan a parametro zero. Cosa significa? Significa che Flamini non ha fatto percepire nemmeno una sterlina alla società e al manager (in Inghilterra sono loro a tenere i cordoni della borsa, oltre che a fare la formazione) che lo aveva valorizzato. Ebbene il Milan, pur di assicurarsene le prestazioni, gli ha garantito un assurdo contratto quadriennale a 4,5 milioni netti a stagione.
Questo è solo un esempio di quanto Adriano Galliani, lo stralunato Zio Fester che per conto e in nome di Silvio Berlusconi detta legge a Milanello e in Via Turati dal 1986, si intende di calcio giocato e, soprattutto, di amministrazione contabile.
Garantendo infatti a un buon giocatore come Flamini così tanti soldi, mi dite quanto dovrebbero guadagnare, una volta che se ne andasse via il migliore di tutti, cioé Kakà, un altro campione vero? Sei, sette milioni l'anno?
Mathieu Flamini è a libro paga del Milan solo dall'autunno 2008. Ci sono anche da contare gl'ingaggi dei vari Dida, Seedorf, Favalli, Kaladze, Kalac: ultratrentenni senza più mercato. Vogliamo poi parlare dell'inutile sequela di acquisti tanto onerosi quanto inutili della ridicola coppia Galliani-Ancelotti (altro buono per la tosse!) degli ultimi dieci anni?
Nemmeno vendendo a 70 milioni il suo giocatore più valido a Don Florentino Perez, issato al soglio della presidenza del Real Madrid dalle banche iberiche spaventate dalla fuga di capitali e di tifosi da quel club un tempo glorioso, salverà i conti rossoneri dissestati irrimediabilmente dall'ex antennista amico da una vita del Cavaliere di Arcore!
Il quale, ocupandosi ormai solo più di politica, ancora non si è reso conto di quale irreparabile errore sia stato affidare a un amico volenteroso quanto incompetente le sorti di uno dei club di calcio più amati del mondo.
28 maggio 2009
DON'T BE A HERO, JIM!

20 maggio 2009
DUE CHE SI AMANO
Due come tanti. Due solitudini che s'incontrano per caso tra la folla della grande città. Due batterie scariche che, senza nemmeno l'intervento di un elettrauto, si ricaricano in un nanosecondo. Basta uno sguardo. Il primo botta e risposta, una risata e un boato che ti esplode dentro nel profondo. Le viscere che si rimescolano mentre già sogni il primo contatto fisico, il primo bacio, il primo lungo abbraccio: due che si amano, come noi, come chissà quanti altri esseri umani sparsi sulla terra. Felici di aver finalmente incontrato il suo Lui o la sua Lei. Pronti a tutto pur di difendere dal tempo che passerà, inesorabile, la magia del primo Incontro!
13 maggio 2009
TRENT'ANNI FA A ROMA, UN CERTO RIVERA ...

24 aprile 2009
SCERBANENCO E MILANO: UN GRANDE AMORE

22 aprile 2009
LA GARA PIU' BELLA DEGLI ULTIMI 10 ANNI!
Vi è mai capitato di tornare a casa dal lavoro, stanchi mentalmente e fisicamente come dopo aver corso due batterie consecutive dei 400 ostacoli contro il grande Edwin Moses? Ebbene, io ero in queste condizioni quando, manovrando distrattamente il telecomando durante la cena, mi sono imbattuto nelle fasi finali del primo tempo di Liverpool-Arsenal, recupero della 33esima giornata di Premier League.
Credetemi, amici: pur avendo visto dal vivo o alla TV centinaia di partite di ogni livello ed importanza, l'accesa sfida andata in scena ieri sera nello stupendo tempio calcistico di Anfield Road ha superato ogni più rosea previsione!
Reds contro Gunners, Benitez contro Wenger, El Nino Torres contro Andrej Arshavin: tutti duelli bellissimi concretizzatisi in un continuo ribaltamento di risultato e di situazioni tecniche e tattiche. Ma quel che mi ha avvinto fino all'ultimo istante, quel che ha reso indimenticabile a parer mio la magica serata di ieri sera è stato un altro elemento: la partecipazione totale, entusiastica e commovente, degli spettatori presenti sugli spalti.
Un primo tempo condotto in gran parte dai padroni di casa, pur privi del capitano e uomo-simbolo Steve Gerrard, si chiude con l'unica rete, sontuosa a dire il vero, dell'Arsenal dopo una magica sovrapposizione, sotto la Kop, del trio Fabregas-Nasri-Arshavin: freddo e spietato quest'ultimo nel bucare Pepe Reyna incolpevole.
Dopo l'intervallo dieci minuti dieci d'estasi collettiva, di simbiosi fra i tifosi di casa e i loro imbaldanziti giocatori, portano al 2-1 con sublime gol di testa del Nino madrileno prima, e con un emozionante palla vagante messa due metri almeno oltre la linea della porta – fantastico l'arbitro Webb a vederla subito! - dell'israeliano Benayoun.
In quei dieci meravigliosi minuti non solo la Kop ma tutto Anfield ha cantato lo stesso coro simultaneamente: avevo i brividi persino io che pure non tifo nè per l'una nè per l'altra squadra in azione ieri sera e, come me, li doveva avere il bravissimo Massimo Marianella che commentava la gara su Sky.
Sembrava fatta per i reds ma, dietro all'apparente remissività del suo collettivo, Arsene Wenger, coach dell'Arsenal, sapeva di poter nascondere la carta che avrebbe sparigliato i giochi: Andrej Arshavin! Quel suo volto da bambino bizzoso un po' troppo viziato, ineluttabilmente baltico nei suoi lineamenti, pareva irridere la foga con cui i reds andavano a caccia del gol della sicurezza. Un gol già segnato nel primo tempo, poi un secondo, un terzo (Walcott, solita imperiosa fuga di 50 metri sulla destra, poi che assist!) e addirittura un quarto gol sotto lo spicchio progressivamente in estasi di tifosi venuti ad applaudire l'Arsenal dal Nord di Londra: questo poker di reti è la consacrazione definitiva di un talento offensivo che, ne sono certo, finalizzerà al meglio la sontuosa regia del grande catalano Cesc Fabregas.
C'è spazio per un nuovo acuto del solito cecchino Torres e, quando i giochi sembrano chiusi con una vittoria non del tutto meritata degli ospiti, di un Benayoun indomabile. Da notare: gol del 3-4 di Arshavin al minuto 92, gol del definitivo 4-4 dell'israeliano al minuto 95, poi fischio finale di Webb un minuto dopo!
“You'll never walk alone!” la commovente Kop chiude con rapsodica intensità la gara a mio avviso più bella egli ultimi 10 anni; riguardatela appena potete, amici, e mi darete ragione!
15 aprile 2009
IL MILAN DI SACCHI: QUANDO IL CALCIO DIVENTO' ARTE!



