
09 dicembre 2009
IL DECLINO DEI GRANDI CLUB ITALIANI

15 novembre 2009
RUGBY: QUEGLI 80MILA A SAN SIRO

80mila spettatori presenti ieri a San Siro e dieci minuti finali della gara con il pacchetto di mischia dei nostri azzurri che schiacciava implacabilmente quasi fuori dal campo i mitici All Blacks neozelandesi: è finita 6-20 per loro, ma da ieri il rugby, specialmente nell'Italia del Nord, non è più uno sport minore! La federazione italiana ora deve darsi una mossa: per mantenere questo entusiasmo e non farlo disperdere ci vuole molta più attenzione per i vivai e, soprattutto, capacità di comunicare meglio ad autorità e mondo produttivo quanto è importante sostenere finanziariamente chi fa rugby, a tutti i livelli! I media, a mio parere, dovrebbero essere utilizzati per diffondere la cultura di un movimento che ha sempre fatto della lealtà e della forza fisica le sue bandiere. Dev'essere chiaro a tutti che il rugby non è e non sarà mai uno sport per signorine o per furbastri! In questo sport le regole non si possono eludere in alcun modo, ci si batte e ci si picchia a viso aperto con l'obiettivo principale dell'affermazione del gruppo. Alla fine, se si perde, si fa comunque festa con l'avversario che ci ha battuto. Perché? Il solo fatto di aver dato tutto e di più in quegl'infiniti 80 minuti per calciare fra i pali o per concludere a meta basta e avanza per spiegarlo! Per me ieri a Milano Italia-Nuova Zelanda ci ha fatto conoscere un pubblico sterminato di tifosi che rappresenta alla perfezione la punta di diamante di un movimento che ha valori forti da celebrare. Valori, diciamolo in tutta franchezza, ben diversi e sicuramente più alti rispetto al calcio! Tifano e tiferanno sempre più italiani per Parisse o i fratelli Bergamasco e, per contro, sempre meno per i cosiddetti eroi della palla rotonda. Tutto questo mentre le scuole e le università italiane, naturalmente, continuano a ignorare che l'introduzione di questo sport di squadra migliorerebbe la qualità della vita nelle aule e negli atenei della penisola: ma, per vedere realizzato ciò, ci vorrebbe lo sbarco dell'uomo su Marte o ... alla Normale di Pisa!
18 ottobre 2009
PROSSIMO PALLONE D'ORO?

Sono arcisicuro: l'Olimpico di Torino ha consacrato definitivamente un nuovo, grande campione del calcio nevrotico di oggi. E' montenegrino, compirà 20 anni a novembre e l'infallibile fiuto di Pantaleo Corvino lo ha assicurato chissà per quanti anni alla corte dei Della Valle a Firenze. Stefan Jovetic è seconda punta dal tocco sublime, finte e controfinte manderebbero in tilt qualsiasi difensore, non solo il pur scafato duo Chiellini-Cannavaro di ieri sera! Travolgente la sua azione con l'assist confezionato come un cuneese al rhum a Vargas nell'1-0 di ieri. Ma è la sua presenza costante nella manovra offensiva costruita con certosina precisione da Cesare Prandelli, per me il miglior allenatore italiano, a stupire. Corre senza palla, giostra da una fascia all'altra e si accentra appena sente di poter colpire con uno dei suoi dolci tiri. Dicono che Lionel Messi, oggi, sia inarrivabile: ebbene io scommetto la mia modesta reputazione, invece, su Stefan. Fra un paio di stagioni lo vedremo a Parigi, sotto le feste natalizie, pronto a ritirare il più ambito trofeo per un giocatore di calcio. Il Pallone d'Oro è alla sua portata: ovviamente non lo potrà far suo restando a Firenze! Vedrete che per Corvino, un tipaccio capace di vendere un onesto faticatore del centrocampo come Felipe Melo a 25 milioni alla Juve, Jovetic sarà la gallina dalle uova d'oro!
19 settembre 2009
SULLA SPONDA DEL LAGO

27 agosto 2009
MILWALL, CHE VERGOGNA!

25 agosto 2009
GLI WHO: TORMENTO ED ESTASI DEL ROCK

Baba O'Riley
I fight for my meals
I get my back into my living
I don't need to fight
To prove I'm right
I don't need to be forgiven
Don't cry
Don't raise your eye
It's only teenage wasteland
Sally, take my hand
Travel south crossland
Put out the fire
Don't look past my shoulder
The exodus is here
The happy ones are near
Let's get together
Before we get much older
Teenage wasteland
It's only teenage wasteland
Teenage wasteland
Oh, oh
Teenage wasteland
They're all wasted!
Qui fuori nei campi
io lotto per i miei pasti
mi sono lasciato tutto alle spalle nel mio modo di vivere
non ho bisogno di lottare
per provare che ho ragione
Non piangere,
non alzare il tuo sguardo
è solo un deserto di adolescenti.
Sally, prendi la mia mano
non guardare il passato alle mie spalle
Deserto di adolescenti
è soltanto un deserto di adolescenti
*Il testo in inglese con rispettiva traduzione in italiano è tratto dal magnifico sito http://www.thewhoitalia.com
Roger Daltrey e Peter Townshend, Peter Townshend e Roger Daltrey: con l'aggiunta di un terzo incomodo, Keith Moon, capace come Icaro di avvicinarsi così tanto al Sole della Creatività da bruciarsi irrimediabilmente le ali di cera. Fu nel lontano 1979. I tre suddetti musicisti, con l'aggiunta del normodotato John Entwistle, ne fecero di cotte e di crude. Gli Who, per me, verranno ricordati per la morbosità quasi incestuosa del loro modo di comporre e di eseguire musica. Dapprima estasi poi tormento: litigate selvagge, produttori astuti nel gestire la loro follia a loro esclusivo uso e consumo, gesti clamorosi tipo guidare una Rolls Royce finendo dritti dritti nella piscina di un Grand Hotel a 5 stelle. Oppure rinchiudere, durante una tourneè negli States, un ospite ignaro in un ascensore facendolo quasi morire d'infarto per via di certi fuochi d'artificio collegati con la sua pulsantiera ... Ce ne sarebbero da raccontare di queste bravate! Oggi fa un certo effetto ascoltare Roger, travestitosi da tranquillo gentiluomo di campagna, mentre discetta di auto gran turismo con l'impagabile Jeremy Clarkson durante una recente puntata dello show della BBC "Top Gear". Se volessimo evocare la sua voce divina, non resta che acquistare il doppio CD "Who's next" del 2003. E' una rimasterizzazione del vecchio LP datato 1971, con l'aggiunta di alcuni brani famosi registrati dal vivo. Sonorità raffinate, grinta, capacità di stupire anche il più pretenzioso degli esegeti del rock: qui c'è la Londra degli studios che coniuga alla perfezione la trasgressiva creatività di quattro brillanti mattacchioni, quattro irripetibili geni che non vi stancherete di ascoltare e riascoltare ... provare per credere, amici!
09 agosto 2009
PREMIER LEAGUE: SI CAMBIA?

A sei giorni dall'inizio del campionato più visto al mondo, quello d'Oltremanica, la Community Shield, disputata a Wembley davanti a ben 86mila spettatori, chiude la fase del precampionato. Da sabato prossimo si farà sul serio, si tornerà cioè a vedere partite disputate alla morte fra grandi e piccoli club in stadi come sempre pieni. Come da noi in Italia, vero?
Le cosiddette Top Four saranno ancora tali, oppure un paio di loro (Arsenal e Liverpool) dovrà dire addio alle proprie ambizioni? Alla luce della partita di Wembley io oserei dire che, al contrario, le maggiori candidate alla vittoria finale sembrano essere le armate di Benitez e di Wenger. I reds di Liverpool, a differenza della scorsa stagione, avranno un Fernando Torres non più in debito d'ossigeno perchè reduce dagli stressanti europei di calcio. La partenza di Xabi Alonso, ormai un peso per le scelte tattiche di Benitez, farà di Stephen Gerrard il faro del centrocampo. Considerando il gran gioco che macinano da anni e l'incredibilmente lunga astinenza da titoli nazionali del glorioso club di Bill Shanky, io punto decisamente su di loro per la vittoria di quest'anno!
Ma attenti all'Arsenal che avrà fin dall'inizio disponibile il giocatore a mio avviso più esplosivo di tutti: quell'Andrei Arshavin che è un numero dieci ma anche un grandissimo cannoniere! Arshavin avrà al suo fianco i soliti Fabregas, van Persie, Walcott, Eduardo ma soprattutto un ragazzo classe 92, Jack Wilshere, che in Italia nessuno conosce ma su cui il sottoscritto è pronto a giocarsi la sua modesta reputazione di appassionato di calcio britannico. Il Chelsea visto oggi è troppo compassato per poter vincere qualcosa: i cugini di Stretford, per quanto incerottati e sconfitti nella gara di oggi, fanno ben più paura in prospettiva dei Blues londinesi. Sir Alec Ferguson punta su giovani in gamba, lottatori di gran classe, e ci sarà un Wayne Rooney che correrà meno ma realizzerà sicuramente di più ora che è partito per Madrid per 85 ml £ il Nino di Madera. I giocatori di Roman Abramovich faranno bene a guardarsi le spalle da un club che annovera il miglior portiere della Premier (Shay Given), due terzini arrembanti e dagli ottimi fondamentali (Zabaleta e Bridge), il miglior regista di centrocampo inglese (Gareth Barry), un peperino irlandese in perenne ascesa (Ireland), un giovanissimo talento offensivo ancora sconosciuto di nome Vladimir Weiss e un trio d'attacco davvero non male (Robinho-Adebayor-Tevez). Certo, amalgamare così tanti giocatori nuovi in così poco tempo non sarà facile per il discusso manager gallese Mark Hughes e, al centro della difesa, gli spifferi sarà difficile eliminarli in questa stagione! Ma, su un possibile quarto posto ai danni della banda Ancelotti, io coltivo una certa speranziella: sono un illuso? Chi vivrà, vedrà!
05 agosto 2009
BERLUSCONI? HA ABDICATO!

03 luglio 2009
LA PIAZZA DI QUEL MAESTRO
29 giugno 2009
TORINO: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA


