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11 gennaio 2010

JUVE-MILAN 0-3: UN DRAGO E PENELOPE



La calma è la virtù dei forti? A giudicare dalle prime battute il big match svoltosi nella ghiacciaia dell'Olimpico conferma questo vecchio adagio. Milan un po' a disagio nelle prime battute ma che occupa subito bene gli spazi togliendo punti di riferimento a una Juve fin da subito vittima dei suoi equivoci tattici. Appena finisce l'adrenalina dovuta alla spinta del pubblico di casa gli uomini di Ferrara si sciolgono come neve al sole regalando metri e, quel che è più grave, le due fasce del campo. Il gol di Nesta, pescato solo sul palo più lontano da una magica intuizione dalla bandierina di Pirlo, mette a nudo le gravi pecche bianconere: già contro l'Inter Eto'o aveva pareggiato con grande comodità tutto solo nella stessa situazione di gioco!
Primo tempo che si chiude con un inatteso colpo di testa, rimpallato all'ultimo, del Gaucho su corner di Becks e con un eccezionale tiro dai 35 metri del miglior uomo in campo, lo spettacoloso Thiago "Drago" (Suma dixit!) Silva: vantaggio meritato, considerando la grave svista del segnalinee che ferma l'inglese in fuga verso Manninger per un fuorigioco inesistente!
Ripresa coi rossoneri presi dalla voglia di giocherellare in attesa del fatale sbilanciamento in avanti della Juve. Ci si attenderebbe un pressing asfissiante dei vari Poulsen, Marchisio, Melo e invece ... Leo suona la carica dalla panchina e la gara si tinge definitivamente di rosso e nero, grazie alla testolina del Gaucho (a proposito, che gioia nel dopogara incrociare Chirico, uno dei tanti opinionisti iscritti al partito Dinho = ex giocatore!) e al caos regnante nelle teste e nei piedi dei giocatori di casa.
Il tre a zero finale ci sta tutto! Da una parte una squadra in salute, ben messa attorno a tre centrocampisti puri e a due terzini colpevolmente sottovalutati dalla critica ma essenziali perchè sanno accompagnare sia gli attacchi che i ripiegamenti difensivi.
Dall'altra un'accozzaglia di casi personali col povero Ferrara nella parte, immeritata, dell'apprendista stregone. La Juve attuale è vittima della sindrome di Penelope: a causa di una campagna mediatica sciagurata contro il bravo e competente Claudio Ranieri, la dirigenza bianconera ha disfatto giorno per giorno con certosina meticolosità una squadra che, grazie al mister trasteverino, era ormai quasi allo stesso livello dell'Inter morattiana. Ora Chiellini & CO dovranno guardarsi alle spalle raccogliendo i cocci di questa disastrosa scelta e, cosa ancor più grave, avendo un pubblico ostile e diviso nelle sue critiche: un suggerimento al nuovo plenipotenziario e terzo azionista Bettega? Spedisca subito in prestito, che so, al Corinthians l'irritante Felipe Melo, corpo estraneo se non addirittura mina vagante di uno spogliatoio ormai allo sbando!

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