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22 aprile 2009

LA GARA PIU' BELLA DEGLI ULTIMI 10 ANNI!


Vi è mai capitato di tornare a casa dal lavoro, stanchi mentalmente e fisicamente come dopo aver corso due batterie consecutive dei 400 ostacoli contro il grande Edwin Moses? Ebbene, io ero in queste condizioni quando, manovrando distrattamente il telecomando durante la cena, mi sono imbattuto nelle fasi finali del primo tempo di Liverpool-Arsenal, recupero della 33esima giornata di Premier League.

Credetemi, amici: pur avendo visto dal vivo o alla TV centinaia di partite di ogni livello ed importanza, l'accesa sfida andata in scena ieri sera nello stupendo tempio calcistico di Anfield Road ha superato ogni più rosea previsione!

Reds contro Gunners, Benitez contro Wenger, El Nino Torres contro Andrej Arshavin: tutti duelli bellissimi concretizzatisi in un continuo ribaltamento di risultato e di situazioni tecniche e tattiche. Ma quel che mi ha avvinto fino all'ultimo istante, quel che ha reso indimenticabile a parer mio la magica serata di ieri sera è stato un altro elemento: la partecipazione totale, entusiastica e commovente, degli spettatori presenti sugli spalti.

Un primo tempo condotto in gran parte dai padroni di casa, pur privi del capitano e uomo-simbolo Steve Gerrard, si chiude con l'unica rete, sontuosa a dire il vero, dell'Arsenal dopo una magica sovrapposizione, sotto la Kop, del trio Fabregas-Nasri-Arshavin: freddo e spietato quest'ultimo nel bucare Pepe Reyna incolpevole.

Dopo l'intervallo dieci minuti dieci d'estasi collettiva, di simbiosi fra i tifosi di casa e i loro imbaldanziti giocatori, portano al 2-1 con sublime gol di testa del Nino madrileno prima, e con un emozionante palla vagante messa due metri almeno oltre la linea della porta – fantastico l'arbitro Webb a vederla subito! - dell'israeliano Benayoun.

In quei dieci meravigliosi minuti non solo la Kop ma tutto Anfield ha cantato lo stesso coro simultaneamente: avevo i brividi persino io che pure non tifo nè per l'una nè per l'altra squadra in azione ieri sera e, come me, li doveva avere il bravissimo Massimo Marianella che commentava la gara su Sky.

Sembrava fatta per i reds ma, dietro all'apparente remissività del suo collettivo, Arsene Wenger, coach dell'Arsenal, sapeva di poter nascondere la carta che avrebbe sparigliato i giochi: Andrej Arshavin! Quel suo volto da bambino bizzoso un po' troppo viziato, ineluttabilmente baltico nei suoi lineamenti, pareva irridere la foga con cui i reds andavano a caccia del gol della sicurezza. Un gol già segnato nel primo tempo, poi un secondo, un terzo (Walcott, solita imperiosa fuga di 50 metri sulla destra, poi che assist!) e addirittura un quarto gol sotto lo spicchio progressivamente in estasi di tifosi venuti ad applaudire l'Arsenal dal Nord di Londra: questo poker di reti è la consacrazione definitiva di un talento offensivo che, ne sono certo, finalizzerà al meglio la sontuosa regia del grande catalano Cesc Fabregas.

C'è spazio per un nuovo acuto del solito cecchino Torres e, quando i giochi sembrano chiusi con una vittoria non del tutto meritata degli ospiti, di un Benayoun indomabile. Da notare: gol del 3-4 di Arshavin al minuto 92, gol del definitivo 4-4 dell'israeliano al minuto 95, poi fischio finale di Webb un minuto dopo!

“You'll never walk alone!” la commovente Kop chiude con rapsodica intensità la gara a mio avviso più bella egli ultimi 10 anni; riguardatela appena potete, amici, e mi darete ragione!

1 commento:

Denis 77 ha detto...

Arshavin, che classe!