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02 febbraio 2009

M'ILLUMINO DI AMBRO!


C'è un particolare, di Massimo Ambrosini, che colpisce subito: il suo grandissimo vigore fisico. Tutte le volte che s'impadronisce della sfera il gioco è come se si ravvivasse. Di colpo aumentano a dismisura le pulsazioni di ogni tifoso rossonero. Cosa succederà adesso? Nella manovra fin troppo compassata voluta da Carlo Ancelotti per il Milan 2008/09 Ambro è la variabile impazzita, eppure indispensabile. Lui, a differenza dei maestosi palleggiatori che compongono il centrocampo, deve trovare una via d'uscita al solito tran tran di passaggi per vie orizzontali.
Ambro è di Pesaro, città dove il 50% della popolazione adora la pallacanestro. Un gesto atletico tipico dei cestisti, appreso quando militava nelle giovanili della sua Scavolini, distingue il biondo marchigiano da ogni altro calciatore attualmente in attività. Quell'arrampicarsi su in cielo per svettare là dove osano solo le migliori guardie alte del basket professionistico: ebbene, Ambro ha mutuato così bene questo fondamentale nel calcio moderno che potrebbe, anzi dovrebbe pretendere d'incassarne i diritti d'autore. Quando ieri ha dato l'ennesima dimostrazione del suo straordinario talento incornando di brutto il meraviglioso cross teleguidato dallo Spice Boy David Beckham io, voi, tutti i tifosi milanisti davanti ai teleschermi siamo letteralmente saltati sulla sedia: è un'emozione unica, quella sua frustata alla sfera simile a una schicciatona di un pivot nel canestro! Non è la prima volta che ci abitua a prodezze simili, il buon Ambro, eppure io, voi, tutti i tifosi milanisti che si rispettino esplodiamo con lui: ci illuminiamo d'immenso!

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