Amazon MP3 Clips

Distintivo di Facebook

Profilo Facebook di Renato Tubere

27 dicembre 2008

BARCELLONA, MEDITERRANEO, EUROPA



Vent'anni esatti sono passati da un mordi e fuggi memorabile al seguito del Milan sacchiano: eravamo in centomila rossoneri scatenati, allora, e fu trionfo meritato e lungamente festeggiato al Nou Camp contro lo Steaua Bucarest! Quattro giorni di puro relax camminando per Barcellona sono adesso l'occasione per tuffarsi in una realtà sorprendente. Sono arrivato nella capitale economica della Spagna socialista di Zapatero, quella dal volto umano a parole ma dal pugno di ferro inflessibile contro gli extracomunitari non in regola. E' la capitale morale, si fa per dire, della nazione europea che registra il record preoccupante degli aborti, la stessa nazione che è diventata in pochi anni regno indiscusso dei grandi costruttori edili ed immobiliaristi. Dalla cloaca industriale del suo porto, grazie agl'investimenti pubblici per organizzare i recenti giochi olimpici, lor signori avranno pure guadagnato in modo dubbio fior di denaro, magari approfittando degli appoggi dei politicanti di qua. Ma, Dio sia lodato, hanno trasformato una squallida periferia costruita malamente su un tratto di mare fetido e inquinato in un sorprendente quartiere elegante e moderno prospicente due spiagge, la Barceloneta e San Sebastian, semplicemente da urlo. Pare di essere a Dubai, invece siamo in Europa, mar Mediterraneo!
Nella Rambla del Mar, in Placa de la Cataluna, nell'Avenida Diagonal scorre impetuoso il flusso inesauribile di migliaia visitatori che saccheggiano i negozi delle grandi marche d'abbigliamento, di elettrodomestici, d'informatica a ogni ora del giorno fino a notte inoltrata. Artisti da strada incredibilmente bravi e simpatici intrattengono bambini, nonni e turisti mentre la Bouqueria, il meraviglioso mercato al coperto che ricorda parecchio la nostra Vucciria palermitana, espone ogni ben di Dio alimentare ed è una autentica gioia per gli occhi.
Osservo attento ogni dettaglio ma sono i piccoli spazi raccolti quelli che mi attraggono irresistibilmente. Come il Raval, l'ex ghetto ebraico svuotato dei suoi abitanti originari dai re e della Santa Inquisizione e ora ripopolato da asiatici, africani e studenti universitari: il suo cuore pulsante è il Musero d'Arte Contemporanea, sulla cui piazza scorazzano felici a tutte le ore ragazzi su biciclette e tavole a rotelle. O come la Ribera, quartiere un tempo a ridosso del mare che, ritraendosi, cambiò a poco a poco i suoi inquilini: da pescatori a piccoli commercianti e operai, poi una buona fetta di clero impegnato, per così dire, a lavorare duramente per Torquemada & CO.
Si erge maestosa qui la splendida Chiesa di Santa Maria del Mar, classico esempio di gotico catalano a mio modesto parere molto più bella della pretenziosa Sagrada Familia ideata dalla pazzia caotica di Gaudì.
Lassù, su una delle colline, il Tibidabo osserva serafico il divenire incessante di cose e persone da secoli, ormai. Tapas frias e calientes, crema catalana ma soprattutto una mitica paella y pescado servono più di tante chiacchiere a farmi dire che Barcellona e la Catalogna meritano un'altra visita.

Nessun commento: