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28 novembre 2008

QUANDO IL NOIR HA I COLORI DEL JAZZ


JEAN-PATRICK MANCHETTE "IL CASO N'GUSTRO" (Einaudi/Stile Libero - Noir)
Che meraviglia! Tre soli giorni in apnea e questo Manchette ti esplode dentro fin dalle prime pagine! Che la passione di questo scrittore transalpino prematuramente scomparso sia il jazz lo si capisce da come narra. Prosa sincopata come certi brani d'un Dizzie Gillespie o di un Gerry Mulligan d'annata. Gli eccessi descritti come frasi musicali spezzate sul più bello di un assolo di sax contralto. Le sue simpatie o antipatie si rincorrono altalenanti così come qualche eccesso di turpiloquio finisce per stemperarsi presto nel diluvio d'immagini, descrizioni, sentenze.
Rouen, Parigi, una spiaggia o gl'interni di ville lussuose o di alloggi maleodoranti: non importa molto dove si svolga l'azione!
Il romanzo narra del rapimento di un discusso leader africano nella Francia caotica della fine degli Anni Sessanta. Il protagonista? Un uomo alla deriva, amorale, perennemente alla ricerca del colpo che dia finalmente un senso alla sua esistenza terrena. Riuscirà nel suo intento? Manchette non dà giudizi, non ha la pretesa di scrivere, come troppi giallisti purtroppo fanno, per insegnare qualcosa o per condannare qualcuno. Scrivere di criminali per accalappiare anime innocenti sotto le insegne del perbenismo nichilista? Ammantare la propria prosa di lunghi e stucchevoli sermoncini sulla società occidentale in putrefazione avanzata? Nulla di tutto ciò piaceva al grande Jean-Patrick! Azione, sentimenti, colpi di scena: inchiniamoci reverenti di fronte a questo mahatma del genere noir! E' stato un immenso piacere per me scoprirlo, spero lo sia anche per tanti altri leggerlo!

1 commento:

Dual ha detto...

Un saluto..