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14 settembre 2007

I NAZIONALISTI DELLA FORMULA UNO


Di automobilismo sono, lo ammetto, uno scarsissimo conoscitore. Sono però un italiano orgoglioso, malgrado tutto, di esserlo. Ecco perché, senza entrare nel merito della sentenza appena emessa sullo scandalo delle intercettazioni che la Mc Laren Mercedes avrebbe operato nei confronti della Ferrari, non riesco a spiegarmi alcune cose. Come è possibile che:
1) la casa automobilistica di Maranello, additata da tutti come uno dei marchi più prestigiosi della penisola, da decenni si serva per lo sviluppo dei suoi modelli di punta di ingegneri e tecnici tutti provenienti dalla stessa nazione della sua maggiore concorrente al titolo iridato?
2) nessuno a Maranello e a Torino, sponda Fiat, sapesse che gl’ingegneri britannici delle due case automobilistiche in lotta per il titolo si frequentassero regolarmente nella vita privata?
3) si possa definire “italiana” una fabbrica che d’italiano, ormai, ha solo i bravissimi operai emiliani e qualche valente meccanico in sala corse e che storicamente non ha mai investito le sue risorse finanziarie nel cercare sul mercato interno gli artefici delle proprie vittorie sportive?
Ai più affermati opinionisti dell'automobilismo nostrano, al 99% malati inguaribili di nazionalismo, l'ardua sentenza!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Finalmente! Il re è nudo, e ha pure il ... montezemolone di fuori!