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10 settembre 2007

DALL’UOMO QUALUNQUE AL … GRILLONZO QUALUNQUE


L’8 settembre 2007 è trascorso e, per fortuna, la fine dell’Italia non c’è stata, anzi! Quello che doveva essere il trionfo dell’antipolitica, la convocazione di milioni d’italiani stufi marci della classe politica attuale nelle principali piazze di ogni metropoli della penisola, si è risolto nel comizio ducesco di un appesantito saltimbanco genovese sulla cinquantina, di fronte a 300mila persone, nella rossissima Piazza Grande a Bologna.
Guglielmo Giannini, l’inventore del movimento “L’Uomo Qualunque” nei lontanissimi Anni Cinquanta, avrà sicuramente sorriso di lassù osservando questa classica tempesta in un bicchiere d’acqua. Lui raccolse milioni di voti interpretando davvero il malumore della gente. Il Vaf...day? E’ una pallida riedizione del suo qualunquismo fatta, però, da sinistra: parole tante, proposte concrete ben poche. Giusto un boom di contatti sul web per il blog del suo protagonista e poco più.
D’altra parte cosa potrebbe aspettarsi il sistema paese, sia pure in crisi com’è adesso, da un furbo affabulatore di professione come Beppe Grillo? Dopo questo 8 settembre il degrado della politica vera continuerà come, se non addirittura più, di prima! Milioni d’italiani come me, non si riconosceranno mai e poi mai nel suo confuso populismo d'accatto. Ben altre armi ci sono per distruggere la gerontocrazia imperante a destra e a sinistra, nei palazzi del potere romanocentrico come nelle periferie regionali e provinciali. Con l'affermazione di due nuovi protagonisti della scena politica nazionale, cioè Maria Vittoria Brambilla e Daniele Capezzone, il conservatorismo dei vecchi caporioni della politica nazionale ha le ore contate!
Brambilla e Capezzone dimostrano infatti di voler bene al loro paese proponendo fatti concreti e non buttando, come proponi di fatto tu, giullare da strapazzo, il neonato con l'acqua sporca! Occupa pure con le tue menate antimperialiste le piazze delle città rosse e/o biancorosse della penisola fino a ore antelucane. Intrattieni pure con luoghi comuni degni di un Dario Fo o di un Vincino la fauna variegata dei tuoi fans: nemici del libero mercato, esagitati hackers dell'ultrasinistra, giovani emuli del Fantozzi villaggesco, casalinghe di Voghera tradite dal Silviopensiero, sindacalisti in disgrazia, santoriani della prima e dell'ultima ora, poveri impiegati poco o nullafacenti col posto fisso garantito e dal certificato medico facile, disfattisti ecosolidali di ogni età e classe sociale.
La vera antipolitica, intesa come una serie di proposte articolate per mandare a casa la classe politica attuale, grillonzo mio, la possono fare solo altri politici, non demagoghi di professione come te! Tieniti pure il tuo discutibilissimo blog: un milione di contatti in una notte sola, in fondo, non sono poi tanto male per un guitto come te di cui si stenta a ricordare un qualche film o una qualche trasmissione TV che ti abbia reso celebre quando, per dirla papale papale, non facevi ancora la pipì fuori dal vaso!

1 commento:

Gian T. ha detto...

Parole chiare, parole sante! Da genovese ti dico che Grillo è un insulto per questa città
E'
1) Un parolaio di professione, e questo va bene finché si limita a fare il pagliaccio,
2) Un ruffiano fenomenale che se la tira da ribelle,
3) Un confuso,
4) Un babbeo con rari sprazzi d'arguzia,
5) Un ottuso,
6) Un corto di vista,
7) Un eroe dei superficiali,
8) Un antifumo venditore di fumo,
9) Un illusionista che fa credere alla gente di essere antisistema mentre lubrifica loro l'ano,
10) Un neo-comunista che vuol fare le crociate morali senza avere la statura morale per farle, lasciamo perdere poi quella intellettuale!

La cos allucinante è che potrebbe aver successo nella sua crociata, proprio perché il livello intellettuale medio si esprime in numeri negativi.
Non pensavo di arrivare alla mia verde età e di guardare alla morte come un sollievo da un mondo che non riconosco, disprezzo e che mi dà l'impressione di essere diventato un cittadino di Babele!
Non sono depresso, solo disgustato.
Un caro saluto

Gian T.