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06 settembre 2006

LE PIE ILLUSIONI DI BONDI



"Per dare finalmente a Forza Italia la natura di partito politico che non patisce continuamente l'effetto di fenomeno transeunte (?!?) e legato esclusivamente alla figura di Berlusconi, occorre compiere alcune scelte fondamentali che sono sicuro Berlusconi annuncerà nelle prossime settimane." Questo ed altro ancora ha dichiarato il bellicoso (a parole) segretario nazionale di FI Sandro Bondi alla vigilia dell'ennesimo convegno di partito in Umbria.
La sua ricetta non resusciterà di certo una creatura ormai in coma irreversibile.
Manca una leadership vera, in FI, perché il suo ideatore, il Cavaliere, ha perso irrimediabilmente contatto con la dura realtà di tutti i giorni dal lontano 1994.
Fare propaganda politica è una cosa, governare un'altra: sia nel primo che nel secondo tentativo, a capo di una maggioranza sempre litigiosa, Berlusconi non è riuscito a sottrarre il sistema paese dalle grinfie dello statalismo e dell'assistenzialismo più avvilenti mai esistiti in Europa.
Presentarsi da partito liberale di massa per piegare il capo, una volta chiamati a governare l'Italia, di fronte ai dictat di Confindustria e sindacati: questa è una macchia incancellabile per noi, un tempo elettori convinti ed oggi esacerbati critici di FI.
Il partito a cui s'ispira Bondi è un'araba fenice destinata a rinascere una volta all'anno nel ridente borgo medievale tanto caro a San Francesco e ai produttori della fiction TV "Don Matteo": finito il convegno, gabbato lo Santo, il Cavaliere, gl'iscritti e gli elettori!
Quale via d'uscita per il maggior partito d'opposizione? Cambiare i vertici del movimento e indire assemblee straordinarie aperte a tutti gl'iscritti, magari creare nuove regole e rispettarle davvero senza più dirigismi e dittature ad personam? Pie illusioni: sono misure che andavano prese subito dopo la batosta nelle ultime elezioni regionali, adesso è troppo tardi!
L'unica via d'uscita mi sembra sia ispirarsi alla vecchia balena bianca, la DC: niente voli pindarici appresso a questo o a quell'intellettuale alla moda proveniente dalle fila avversarie, ma semplice esercizio del potere attraverso una presenza costante sul territorio.
FI necessita non delle bizze di un padre/padrone settantenne, ma di una nuova classe dirigente capace d'interpretare i bisogni della gente comune.
Roberto Formigoni, governatore della ricca Lombardia, è l'uomo in grado di rifondare FI. Mentre i Bondi e i Cicchitto, ineffabili parolai, sarebbero solo buoni a recitarne l'orazione funebre.

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