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20 settembre 2006

IL COMMISSARIO ROSSI, UN ROBESPIERRE DA STRAPAZZO



Con l'uscita di scena di Guido Rossi, potentissimo avvocato d'affari legato mani e piedi alla lobby della sinistra di potere e di lotta vicina a Massimo D'Alema e a Carlo De Benedetti, dalla FIGC, il calcio italiano perde il protagonista:
1) dell'epurazione dal calcio che conta della, un tempo, potentissima società torinese a strisce bianche e nere,
2) del conferimento alla società milanese a strisce nere e azzurre dal bilancio, sia finanziario che sportivo, profondamente in dissesto di uno scudetto a tavolino,
3) dell'incredibile salvataggio dalla retrocessione per illecito, consumato sul campo, dei viola dei suoi cari amici Diego e Andrea Della Valle,
4) del tentato e fortunatamente non riuscito ridimensionamento di noi rossoneri.
Tutto questo in meno di quattro mesi durante i quali questo ex giocatore di pallanuoto e basket che di calcio, per sua stessa ammissione, non capisce un acca, ha pure avuto la fortuna d'innalzare la quarta coppa del mondo dell'Italia.
Guido Rossi non ha rinnovato un bel nulla ma, col suo presenzialismo irritante, ha scontentato praticamente tutti: tranne, naturalmente, i suoi carissimi amici del cuore Tronchetti Provera e Moratti.
Con le sue dimissioni il calcio ha molti più problemi di prima: riuscirà ora Rossi a far meno danni nel nuovo incarico cui è destinato? Dopo l'improvvisa ondata di arresti di stamattina in Telecom credo proprio di no!
Per intanto, da tifoso rossonero, non finirò mai di ringraziare questo riformatore mancato per aver ricompattato, col suo atteggiamento sfacciatamente parziale, la dirigenza, la squadra, i tifosi del Milan.
Prometto che, se il mio amato Diavolo riuscirà nell'impresa di vincere qualcosa di significativo al termine di questa stagione, la prima persona a cui penserò sara proprio Guido Rossi: un pericoloso quanto spocchioso Robespierre da strapazzo!

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