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04 aprile 2006

REQUIESCANT IN PACE: GRAZIE, BANCO!

Ci sono canzoni dei miei vent'anni che non esito a definire leggendarie per la grande forza espressiva del testo.
Francesco, Gianni, Vittorio: cari amici musicisti del Banco del Mutuo Soccorso, quand'è che scrivete ancora qualcosa di altrettanto poetico per la nuova generazione di adolescenti? Loro ruminano nenie cacofoniche, io alla loro età mi nutrivo della vostra magica poesia: ecco perché io mi sento ancora giovane, e loro sono già così precocemente invecchiati!



R.I.P. (Requiescant In Pace)

(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)

Cavalli corpi e lance rotte
si tingono di rosso,
lamenti di persone che muoiono da sole
senza un Cristo che sia là.
Pupille enormi volte al sole
la polvere e la sete
l'affanno della morte lo senti sempre addosso
anche se non saprai perchè.

Requiescant in pace. Requiescant in pace.
Requiescant in pace. Requiescant in pace.
Sui sogni spenti di chi muore
hai eretto la tua gloria
ma il sangue che hai versato su te è ricaduto
la tua guerra è finita
vecchio soldato.

Ora si è seduto il vento
il tuo sguardo è rimasto appeso al cielo
sugli occhi c'è il sole
nel petto ti resta un pugnale
e tu no, non scaglierai mai più
la tua lancia per ferire l'orizzonte
per spingerti al di là
per scoprire ciò che solo Iddio sa
ma di te resterà soltanto
il dolore, il pianto che tu hai regalato
per spingerti al di là
per scoprire ciò che solo Iddio sa.

Per spingerti al di là,
per scoprire ciò che solo Iddio sa...

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