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15 dicembre 2005

UN'ASSOLUZIONE ALL'ITALIANA



Gli scudetti? Si vincono anche passando più spesso degli altri in farmacia!
La sentenza di secondo grado del tribunale di Torino sul famoso scandalo doping, avvenuto fra il 1994 e il 1998, riguardante i vertici della Juventus FC, è inoppugnabile. Aver abusato di farmaci e flebo per conseguire un vantaggio illecito sul campo di gioco, rilanciando altresì una società cui venivano a mancare le regalie di Stato procurate con sistemi da repubblica di Bananas dall'azionista di maggioranza, non è considerato reato per la legislatura italiana.
Chi ha buona memoria non dimentica lo strano rigonfiamento dei pettorali di certi atleti, che giocavano con la bava alla bocca come ossessi ogni gara di quello strano quadriennio.
Ma subito dopo l'intervista denuncia di un personaggio scomodo come Zdenek Zeman, ricorda di averli visti improvvisamente tornare asciutti come figurini interrompendo un ciclo di vittorie soprattutto nazionali sotto la Mole che sembrava infinito.
Chiamasi assoluzione da legge 401 del 1989, altrimenti nota come legge sulla frode sportiva, che non prevede si possano truccare i risultati finali di campionati e coppe internazionali abusando di farmaci e facendosi praticare, persino nell'intervallo delle gare, flebo dal contenuto misterioso.
Un plauso convinto al dottor Agricola e al suo superiore Giraudo per l'assoluzione ottenuta in questo modo: ora le magliette bianconere da loro così sapientemente gestite sotto ogni punto di vista, grazie alla superficialità colpevole di un legislatore non al passo coi tempi, torneranno ad essere più candide di prima.
Ma solo per l'esercito sterminato dei suoi tifosi! Per noi, che non possiamo scordarne le origini e la storia tutt'altro che onusta di gloria e che abbiamo ribrezzo di questa giustizia a metà, tipica dell'Italia dei nostri tempi,
vale il famoso detto di un certo Olivier Cromwell: "A loro il Potere, a noi la Verità!"

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