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20 ottobre 2005

SE UN DELINQUENTE ENTRA IN UNO STADIO ...



L'episodio di cronaca nera che si è svolto in uno stadio di serie A domenica scorsa dimostra quale abisso vi sia fra l'Italia e le altre nazioni europee riguardo alla partecipazione degli spettatori alle partite.
Qui di seguito pubblico volentieri l'intervento, che personalmente condivido dalla prima all'ultima parola, del mio caro amico Giorgio, genovese di fede blucerchiata ma anche appassionato come me del Manchester City:

"Cari amici questa sera non ho voglia di parlare di calcio.
Voglio parlarvi di una tifosa come noi, una tifosa che ama il calcio e ama tifare per la propria squadra.
Parte da Fano arriva ad Ascoli con suo figlio di diciannove anni e la fidanzata di quest'ultimo.
A casa ha lasciato il marito e un altro figlio.
Sono allo stadio per godersi una giornata di sole e una bella partita di calcio tra l'Ascoli e la loro squadra del cuore ovvero la Sampdoria.
Sì perche la Sampdoria al contrario di quello che si pensa ha tanti tifosi e simpatizzanti sparsi per l'Italia, come dimostrano anche i diversi intreventi nel mio blog dedicato a lei.
La tifosa si chiama Ambretta si gode la partita con tante emozioni e con un risultato finale che vede vincitore l'Ascoli, contro ogni pronostico.
Ma Ambtretta applaude e saluta i giocatori della Samp, che comunque si sono meritati gli incoraggiamenti.
I giocatori rispondono ai saluti e si avviano agli spogliatoi scambiandosi le maglie a salutando cordialmente gli avversari, infatti la partita è stata corretta e molto sportiva.
Un fischio assordante attrae l'attenzione di tutto lo stadio. Migliaia di occhi seguono quel razzo fumante che parte dalla curva dell'Ascoli e attraversa il campo in tutta la sua lunghezza. Giocatori, arbitro, racattapalle, fotografi, giornalisti e tifosi tutti a bocca aperta guardano il razzo infrangersi tra i tifosi Blucerchiati.
Immediatamente ci si rende conto che una persona è stata colpita.
Flachi si sbraccia e cerca di attirare l'attenzione dei medici a bordo campo per inviare i soccorsi.
Quella persona era la nostra tifosa Ambretta.
Un giovane con la maglia blucerchiata da trasferta si sbraccia disperato: è il figlio Giovanni.
La TV inquadra da vicino la fidanzata bianca in volto che soccorre la futura suocera.
A casa il marito e l'altro figlio vedono tutto in diretta.
Riconoscono Ambretta e chiamano subito al cellulare il figlio.
Giovanni racconterà dopo che il razzo lo ha sfiorato senza colpirlo.
Quando si è voltato ha sentito la madre Ambretta che chiedeva cosa era sucesso...lei non si rendeva conto ma aveva il viso pieno di sangue, il razzo l'aveva colpita con una scheggia vicino all'occhio.
Ora Ambretta è ricoverata con un trauma cranico e frattura dell'osso frontale, non è in pericolo di vita ma ha rischiato di morire.
Ventisei anni fa nello stesso modo era morto a Roma un tifoso colpito nell'occhio da un razzo spartato dalla curva opposta.
Il figlio Giovanni forse il più tifoso della famiglia ha dichiarato che è stato il giorno piu brutto della sua vita, mentre invece doveva essere il festeggiamento del suo 19° compleanno che cade il 20 ottobre prossimo.
Mai più allo stadio ha detto Giovanni, mostrando la sua maglia blucerchiata e quella della fidanzata piene di sangue.
Chi ha sparato il razzo non era tifoso dell'Ascoli, ma era entrato a cinque minuti dalla fine, approfittando del deflusso dei tifosi, con lo scopo di sparare.
Aveva 16 anni ed era accompagnato da un altro ragazzo di 18.
Sono stati individuati grazie ai tifosi dell'Ascoli.
Si sono costituiti.
Le accuse sono molto pesanti perché quel che hanno usato è una pistola per segnalazioni navali, quindi uso di arma impropria rischiano dai 3 a 6 anni, sempre che non vengano accusati di tentato omicidio (cosa non improbabile visto la premeditazione).
L'Ascoli mi auguro personalmente che non venga punito, ma rischia squalifica del campo e qualcuno dice penalizzazione.
Sarebbe assurdo per una società che sta cercando di fare il meglio possibile con pochi mezzi a disposizione.
Ecco cosa ci lascia questa orrenda storia:
• che le leggi sui controlli sono utilissime ma vanno ancora migliorate (impedire che entrino persone approfittando della confusione dell'uscita dei tifosi).
• che i tifosi veri devono isolare e come in questo caso aiutare le forze dell'ordine a catturare chi commette questi atti demenziali.
• chi compie queste azioni danneggia solo la squadra per cui si vanta di tifare.
• le società calcistiche devo impegnarsi ancora di più nel non dare possibilità a questi dementi di agire nello stadio.
Mi auguro che Giovanni e specialmente Ambretta tornino allo stadio, perche certi traumi si superano solo con l'aiuto di tutti i tifosi veri di calcio. Una bellissima iniziativa sarebbe che la Sampdoria invitasse e ospitasse a sue spese a Genova l'intera famiglia di Ambretta una volta che si sia ristabilita, magari in occasione di un incontro di alta classifica. Sarebbe sicuramente una grande festa per tutta la tifoseria Blucerchiata e non solo. Invierò quanto prima una richiesta scritta, in questo senso, alla società.
Quindi forza Ambretta: noi tifiamo tutti per te!!!

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