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04 ottobre 2005

IL MIO PRIMO ANELLO ... ROSSONERO



Passano gli anni, e come se passano, nella lunga e trafelata esistenza di ogni fedelissimo rossonero! Qui sopra ecco dove ho trascorso gli anni più felici in compagnia della mia squadra del cuore.
Da Cudicini a Dida, passando per il campionissimo, benchè giocatore d'azzardo e scommettitore di cavalli, Ricky Albertosi, mi sono fatto una cultura in fatto di parate strepitose, uscite disperate o erroracci sesquipedali.
Ho gioito assai nell'ammirare le fughe "coast to coast" di Franz Baresi da un'area all'altra e prima ancora gli interventi puntuali e corretti a due piedi del Tudesc Carletto Schenllinger.
Ho assistito, con l'adrenalina a diecimila, alle funamboliche imprese del Mattocchio alias Luciano Chiarugi, di Monzon Novellino e di Aldo Maldera, del Numero Dieci alias Gianni Rivera, di Joe "Lo Squalo" Jordan e di Mark "Il Bisonte" Hateley - indimenticabile la sua rete di testa in un derby dell'ottobre 1984 - del tamburino sardo Pietro Paolo Virdis, di Provvidenza Massaro, di Giorgione Weah e di chissà quanti altri ancora, fra le decine di punteros che si sono battuti per la causa del nostro Diavolo!
Quel che ricordo con più nostalgia è la classe adamantina del più grande attaccante di sempre: Marco Van Basten, il Cigno di Utrecht.
La sua spettacolosa rovesciata contro gli svedesi del Goteborg nel novembre del 1993 l'ho vissuta proprio lassù con i miei amici torinesi di allora: Enzo, benzinaio di Pianezza, e Rocco, edicolante in Corso Galileo Ferraris.
Al figlio di Rocco, ieri, è spuntato il primo dentino. Lui è venuto a raccontarmelo, estasiato proprio come quella magica notte che, nei nostri cuori e nelle nostre menti, è rimasta impressa per sempre. Chissà perchè quello scavezzacollo di suo figlio lo ha battezzato col nome di Marco?

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