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07 ottobre 2005

COMPAGNI REGISTI ALL’ASCIUTTO NEL 2006



La notizia, fresca di agenzie stampa, è di quelle davvero ghiotte.
Oggi infatti il governo, per bocca del Ministro per i Rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi, si è visto costretto a ritirare il cosiddetto decreto salva-cinema: vale a dire quel decreto legge che ogni anno solare assegna contributi e dazioni varie a certi “giovani” registi cinematografici.
La motivazione della rinuncia? L’ostruzionismo sistematico con cui l’opposizione impedisce di fatto il regolare svolgimento dei lavori parlamentari.
Alti lamenti giungeranno ora dai vari Citto Maselli, Ciprì & Maresco, Giordana e Faenza, tutti poveri artisti di sinistra, orbati in questo modo degli abbondanti e mai abbastanza maleodoranti copechi del regime berlusconiano.
Opere di dubbio valore artistico, ma incredibilmente schierate con le idee della sinistra cattocomunista, non vedranno dunque la luce nel 2006 non per il disinteresse colpevole della destra illiberale e ignorante, ma per la voglia di piazza e di consenso della sinistra stessa.
Complimenti vivissimi a tutti i protagonisti della vicenda in questione! Al ministro Giovanardi, in primis, per aver sapientemente bocciato un’inutile, anzi dannosa, elargizione di denaro pubblico.
Poi alla sinistra che, con spirito quasi garibaldino, si oppone alla cancellazione del sistema elettorale più dannoso delle democrazie parlamentari di tutti i tempi: il Mattarellum. E, così facendo, ottiene il bel risultato di scontentare la folla mai abbastanza adulatrice dei suoi compagni registi, girotondini d’accatto buoni per tutte le manifestazioni anti-regime.
E, infine, auguri in anticipo di buone vacanze ai suddetti scansafatiche cronici cui mancherà nel prossimo anno l’obolo indispensabile – versato anche da noi, miseri sudditi ex, neo o postberlusconiani - al divertimento fuori dal sacro confine patrio!
Non se ne andranno più, i tapini, a Zanzibar o su qualche altra spiaggia alla pàge, bensì nelle più popolari e popolose Porto Rotondo, Amalfi, Capalbio o addirittura Riccione: che triste sventura! Causa ostruzionismo parlamentare, lor signori non faranno nuovi film orrendi di cui parlare per sere e sere nei cineforum o nei centri sociali.
Ma per poco! Tanto a loro, appena insediato dopo le future elezioni, provvederà il gaudente pretacchione de’ noantri, al secolo Romano Prodi!

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