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18 ottobre 2004

SENATORE LUZI, LASCI PERDERE LA POLITICA!

Appena designato dal presidente della Repubblica come nuovo senatore a vita, il poeta Mario Luzi si esprime così sulla politica del governo in carica: “Con la massima indifferenza è in corso un lavoro di distruzione di quello che mio nonno, mio padre, i miei zii hanno fatto; voglio dire tutte le generazioni che si erano adoperate per migliorare questo Paese. Questo non lo perdono. Si sta distruggendo il lavoro del Risorgimento. Questa è una fase antirisorgimentale.”
Parere rispettabilissimo il suo, ma decisamente errato.
Infatti Luzi, che è un grande poeta, dimostra di essere un mediocre manipolatore della storia patria.
Del risorgimento dimentica infatti il ruolo non secondario di un certo Carlo Cattaneo, il patriota lombardo convinto fautore del federalismo.
Rimuovere le macerie dello stato centrale oggi non è distruggere, ma creare le premesse per costruire quella nuova Italia che il senatore a vita non riuscirà a vedere per motivi squisitamente anagrafici.
Un’Italia dove siano difese fino in fondo le tradizioni, gli usi ed i costumi di un popolo straordinario, sì, ma nel differenziarsi da una regione, anzi, da una provincia all’altra.
Mario Luzi non perdona gli autori di quello che, ai suoi occhi di vegliardo novantenne un po’ fuori dal tempo, è un misfatto; per la maggioranza degl’italiani il federalismo è invece una necessità da realizzare per difendere il sistema Italia dai gravi rischi della globalizzazione.
Che il letterato toscano lasci perdere la politica, in cui non è ferrato, e si goda serenamente i suoi ultimi anni di vita da poeta: cioè ignorando le luci della ribalta, come ha fatto finora.

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