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01 ottobre 2004

MERAVIGLIOSA FUGA A PORTONOVO

Immaginate una fuga. Una vera fuga, intendo dire, non quel genere di evasione fittizia dalla realtà quotidiana che ci tedia. Basta scocciatori di ogni genere, razza, età! Solo noi, errabondi, alla ricerca del Bello. Noi siamo tra coloro che non si arrendono facilmente davanti allo spettacolo triste di chi viaggia per mete alla moda, così popolari fra le maitresse del turismo vippaiolo. Ogni vera fuga, per noi che aborriamo la noia aberrante dei last minute tour, ha la sua meta: Portonovo è una di queste.
Ad attenderci uno scenario d’incomparabile bellezza: una spiaggia di sassi bianchi e tondeggianti: sui due lati, lo sguardo è attirato da due edifici storici che rappresentano degnamente la millenaria lotta fra Fede e Ragione.
Il Mar Adriatico riflette il nostro estatico stupore e, sornione come solo certi giganti della natura sanno essere, frusta piacevolmente i nostri piedi con le sue onde immutabili.
Siamo a pochi passi da Ancona. Alla nostra sinistra, rivolti in direzione della sterminata massa d’acqua, ecco il fortino napoleonico che, anche se trasformato in albergo, ha mantenuto parte della sua struttura originaria, e il torrione quadrato voluto da papa Clemente XI, nato ad Urbino, all’inizio del XVIII secolo.
Ma è alla nostra destra che, circondata da un uliveto, appare la meta agognata della nostra fuga, la perla che ci libererà in un attimo dalle insulse banalità di tutti i giorni. La chiesa di Santa Maria è davvero uno straordinario monumento romanico che si è mantenuto, pur attraverso varie vicissitudini, sorprendentemente in buono stato fino ad oggi. La chiesa faceva parte di un monastero fondato, probabilmente, nel quarto decennio dell’XI secolo, ma abbandonato nel XIII secolo e andato ben presto in rovina.
Non servono parole per descrivere la gioia che si prova ad entrarci. Provate a immaginare di esservi appena bagnati nelle limpide acque di questa baia dell’Adriatico al calar del sole, in una serena giornata d’estate.
Asciugate che siano le nostre stanche membra, un profumo intenso di timo ci attira verso il sentiero che porta alla chiesa. Entriamo e restiamo letteralmente a bocca spalancata: nonostante le sue modeste dimensioni la chiesa di Santa Maria, eretta con la caratteristica pietra bianca del Conero, è per le sue forme armoniose ed eleganti la più genuina di tutta l'architettura romanica in Italia.
Una preghiera alla Vergine è d’obbligo per non smarrire il significato profondo di questa visita: la Fuga nella vita di ognuno di noi è un passo obbligato? Io credo proprio di sì se, come a Portonovo, aiuta a rivelare il meglio di noi.

NdR: per maggiori informazioni su come raggiungere Portonovo e le altre splendide località lì vicine, consultare il sito www.conero.it

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