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24 agosto 2004

DE GASPERI: DAVVERO UN GRANDE UOMO POLITICO O . . .

Le celebrazioni postume di ogni personalità politica finiscono per nasconderne i lati oscuri.
Un esempio? Ricorre in questi giorni il 50° anniversario della morte di Alcide De Gasperi e persino gli acerrimi nemici ex o post comunisti de “L’Unità” hanno lodato il suo operato tenacemente volto al bene comune dell’Italia.
Sia ben chiaro, non metto in dubbio i meriti che questo testardo e spregiudicato democristiano ebbe, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale all’inizio degli Anni Cinquanta, nella ricostruzione del nostro paese.
Non mi sogno nemmeno di contestare la sua cocciuta e vincente battaglia contro gli allora possibili eversori di un sistema democratico che, dopo il nazifascismo, si accingeva a muovere i primi, faticosissimi passi.
De Gasperi scongiurò la guerra civile in Italia: tutto vero, però …
Però i rapporti tenuti dal politico trentino con la nascente Jugoslavia del maresciallo Tito furono semplicemente nefasti: meno male che, in proposito, la RAI ha in allestimento una fiction che renderà nota al grande pubblico la verità sulle Foibe e sul genocidio degli italiani perpetrato dai partigiani di Tito per costringerli all’esodo e attuare quella pulizia etnica che è contraria a ogni norma europea e prima ancora a ogni forma di civiltà e convivenza.
In questa sede non si potranno tacere i silenzi colpevoli dei governi di allora di fronte alle iniquità subite da molti, troppi compatrioti innocenti.
A questo proposito lascio la parola a Dario Droghini, trentino verace, che qui di seguito interpreta alla perfezione le molte perplessità verso lo statista – o presunto tale - De Gasperi che non sono solo mie, ma di molti altri italiani che, alla retorica delle vuote celebrazioni post mortem, preferiscono da sempre i fatti nudi e crudi.

“Egregio Direttore,
in questi giorni non si fa che parlare delle qualità di un grande statista quale fu Alcide De Gasperi, nessuno però ha avuto il coraggio di evidenziare quello che fu un suo imperdonabile errore storico e precisamente l´abbandono dell´italianissima Istria a favore del mantenimento dell´Alto Adige (Sud Tirolo) al Trentino.
In pratica furono abbandonati a se stessi oltre 300mila Istriani che vissero una vera e propria odissea con successiva diaspora, a favore di circa 100mila altoatesini, che oltretutto anche prima della seconda guerra mondiale avevano lasciato l´Italia optando per la cittadinanza nazista d´oltralpe.
Successivamente alle disastrose vicende belliche fu permesso il rientro in Italia con il ripristino dell´italica cittadinanza. Nel tempo poi noi ci siamo dovuti sorbire le bombe degli anni ´60 e
"l´Apartheid" a tutt´oggi visibile ed innegabile da parte del gruppo linguistico tedesco a danno di quello italiano.
Non so se questa mia verrà pubblicata, quanto sopra non è una elucubrazione mentale del sottoscritto, ma una verità storica che nulla vuol togliere a ciò che di positivo ha fatto Alcide De Gasperi per l´Italia e per il Trentino.”*

*lettera pubblicata sul quotidiano L’ADIGE il 22/08/2004



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