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03 luglio 2004

TREMONTI: PRO E CONTRO

L'agnello sacrificale

E venne la notte dei lunghi coltelli, della resa dei conti all’interno della maggioranza. Ma è stato sufficiente il sacrificio di Giulio Tremonti per lasciare inalterata la compagine di Governo. Al termine del vertice di questa notte a Palazzo Grazioli, durato circa quattro ore, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha infatti rassegnato le dimissioni. L’interim verrà assunto dal premier, anche se gli incarichi sono assegnati dal Presidente della Repubblica. Un colpo di scena che fa seguito ad una settimana particolarmente turbolenta nel corso della quale Alleanza Nazionale ha ripetutamente chiesto una “svolta nella politica economica, pena il disimpegno dal Governo”. Chissà, probabilmente la fuoriuscita dall’esecutivo di Alleanza Nazionale, con il suo appoggio esterno, avrebbe semplificato la vita del Governo, libero di svolgere la sua azione di rinnovamento. Invece si resta tutti assieme, non proprio appassionatamente. Un partito incapace di stendere un proprio progetto politico ed economico chiaro, si prende il lusso di spostare la contrapposizione su personalismi ed aut aut del tipo “o lui o noi”. L’unica garanzia è rappresentata dall’interim a Silvio Berlusconi, che dunque avrà pieni poteri sulla politica economica del Paese, dopo i grandi successi conseguiti quando ha ricoperto anche il ruolo di ministro degli Esteri. Ora toccherà a Silvio Berlusconi “imporre” quell’insieme di riforme che sono destinate a cambiare il sistema fiscale del nostro Paese. Si gioca la sua credibilità politica e deve essere disposto anche a mettere in discussione la sopravvivenza dell’esecutivo pur di dare concreta realizzazione a quel progetto. Deve tenere sempre a mente le sue recenti affermazioni: “è l’unico in grado di tenere unita la CdL”; “una bocciatura del piano di governo significherà elezioni anticipate, ovvero Paese in mano all’opposizione, a questo centrosinistra”. E francamente riteniamo molto più onorevole tornare all’opposizione, ognuno per proprio conto, all’ipotesi di logorarsi ulteriormente in due anni di comune governo.
Paradossalmente il comportamento più responsabile è stato tenuto dal partito che sulla carta è ritenuto quello più inaffidabile e rissoso del centrodestra, la Lega Nord. I leghisti non chiedono altro che il rispetto del Patto di governo, più volte rinviato e impantanatosi nella palude voluta da AN e UdC, ma sono gli unici che si sono fatti carico degli interessi del popolo italiano anteponendoli a quelli individuali. Noi, con loro, chiediamo quella politica e quelle riforme che tutti i partiti della maggioranza si sono impegnati a realizzare e che ora, alcuni, sembrano disconoscere.
Paolo Carotenuto - NAPOLI
www.legnostorto.com

Non spargerei una sola lacrima!

Carissimo Paolo, sient'ammè!!!
Non spargerei una sola lacrima per le inevitabili dimissioni di Tremonti! Se il fiscalista di Sondrio è stato soprannominato "piccolo Colbert", cioé un modo elegante per dire che poteva essere tutto, tranne che a favore del libero mercato, qualcosa di vero ci deve pur essere!
E infatti ecco i risultati del suo operato alla vigilia dell'Ecofin di lunedì: condoni e/o misure una tantum come se piovesse, i conti pubblici terribilmente in disordine, riforme preparate da colleghi bravi non attuabili per mancanza di fondi (i cordoni della borsa li ha sempre tenuti lui, poche chiacchiere!)
Il fabbisogno della spesa pubblica è ora in pericoloso aumento, e lui si è messo - e ci ha messo, mannaggia a lui! - contro poteri forti come Fazio, fondazioni bancarie, Confindustria e Trimurti sindacale, che ora viaggiano d'amore e d'accordo con i cattocomunisti, ringalluzziti da un simile flop del Colbertino. Inoltre ha fatto sempre e solo di testa sua, (o meglio tutto in coppia con il solerte ex dalemiano di ferro, l'egregio professore Domenico Siniscalco, ben noto qui a Torino, a Palazzo Grazioli senz'altro no, visto quel ch'è successo!) litigando selvaggiamente con quasi tutti i suoi colleghi di governo. Last but not least, la ciliegina sulla torta del decreto-ponte come ancora di salvataggio dell'Alitalia: ma come si fa a difendere uno così indifendibile? Se alle europee Forza Italia ha perso quasi 4 milioni di voti, il principale responsabile è proprio l'ex superministro! Il nostro elettorato di centro-destra vuole fatti, non inutili manfrine: e di queste ultime Giulio Tremonti si è purtroppo dimostrato insuperabile maestro!
Su una cosa, comunque, ti dò pienamente ragione: se il nostro amato Cav. si varrà dell'interim all'Economia come ha già brillantemente fatto agli Esteri ... a nuttata è bbell'è cche passata!!!
Saluti forzaitalioti ... accompagnati da un bel piatto di paccheri di Gragnano con salsa a piacere, neh!
Renato Tubére - TORINO

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