Amazon MP3 Clips

Distintivo di Facebook

Profilo Facebook di Renato Tubere

16 luglio 2004

PROCESSO ALLA JUVE: BOTTA E RISPOSTA

Ricevo la seguente mail:
 
Caro Tubére, si vede che lei vede il calcio, come la politica d'altronde, molto, molto dall'esterno. Lei che si ritiene milanista doc (per coerenza non era meglio tifare per il monza??), mi dica: da donde arrivava la birra del Milan del sig. Sacchi? E il campionato vinto con quella incredibile rimonta sul Napoli...quanto pagò il suo amico siur Berlusca a Maradona e alla camorra? Si limiti alle bellezze nascoste d'Italia, lì ho letto delle belle cose, ma, per favore, lasci perdere il calcio e la politica, è roba per grandi!
ANONIMOUS BLOGGER
 
e così replico:
 
Caro amico,
il Monza lo andavo a vedere da bambino, in compagnia di un cugino più grande disperatamente interista, all’ormai semidistrutto impianto dietro la stazione ferroviaria, il decrepito Sada: e non dimentico di aver visto all’esordio con la maglia numero 10 il grandissimo Claudio Sala!
Ma il Milan, da quando conobbi di persona a soli 6 anni il tudesch, alias Karl Heinz Shnellinger, è una fede che non si tradisce: mai!
Tornando alla sua simpatica provocazione, non ricordo inchieste della magistratura, sportiva e ordinaria, sulla validità delle vittorie di Arrigo Sacchi: ricordo bene invece le squadre avversarie impotenti di fronte allo strapotere tecnico e tattico, non certo fisico, di quel Milan per un paio di stagioni alla fine degli Anni Ottanta.
Poi, una volta trovate le contromisure, sia in Italia che all’estero il bel giocattolo ideato dall’omino di Fusignano perse smalto e dovette arrivare un certo Fabio Capello, con un sistema di allenamento e di gioco decisamente più soft, a rilanciare il club di Via Turati verso la gloria.
Stendo un pietoso velo sulle sue basse insinuazioni, sintomo dell’invidia che lei nutre verso Berlusconi, su un suo accordo con la camorra: forse che i discussi arbitraggi, contornati dal lancio di misteriose monetine, favorirono il mio Milan quando a capo della squadra di Ferlaino vi fu un certo Luciano Moggi? Una miriade di circostanze la smentiscono abbondantemente!
Le confesso che sono e resto orgoglioso, come i circa sei milioni di milanisti in Italia e all'estero, delle grandi vittorie rossonere, checché lei ne dica!
Registro doverosamente sul mio blog le vicende di un processo penale in corso quando, a scriverne dettagliatamente, provvede addirittura l’organo di stampa più venduto della penisola come il Corriere della Sera.
I dirigenti della Juve durante gli Anni Novanta devono rigettare i pesanti sospetti di doping, avvalorati dalle strane masse muscolari di certi suoi atleti (Vialli su tutti, chissà come avrà fatto? Misteri della farmacopea!) di quel periodo.
E ancora nessuno, tanto meno i suoi familiari, si è ricordato di tirare in ballo la strana morte, sempre durante quei “gloriosi” anni, di Andrea Fortunato, promettente terzino sinistro bianconero dell’epoca.
Comunque andrà a finire, questa vicenda ha gettato un’ombra inquietante sui quattro scudetti e sulla Coppa dei Campioni vinta ai rigori a Roma contro l’Ajax dalla società cara agli Agnelli: altro che Berlusconi che stringe accordi con la camorra, ciò è solo frutto della sua fantasia malata!
Chi vince ricorrendo al doping perde due volte!
Un caro saluto dall’incommensurabilmente “piccolo” (ha proprio ragione!) RENATO


Nessun commento: