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16 luglio 2004

3 ARTISTI DEL ROCK E, DIETRO LE QUINTE, . . .

A 31 anni esatti dalla sua pubblicazione, nell'era del digitale spinto fino al punto di non ricordarsi più cosa fosse un LP (= long playing, vale a dire disco a 33 giri), il disco simbolo dei miei personalissimi anni '70, il più noto e venduto, è "THE DARK SIDE OF THE MOON".
A comporlo una delle band ancora oggi più famose del Regno Unito, i Pink Floyd.
Immaginatevi un unico tema musicale a metà fra il blues ed il rock, sviscerato in 10 brani che formano un'unica grande suite. I dettagli apparentemente insignificanti della vita - il tema del disco- prendono vita nelle musiche psichedeliche e nei tessuti sonori di Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason. Una magica chitarra elettrica sempre in primo piano talvolta dialoga appassionatamente con una voce femminile che pare strappata ad un coro gospel dell’Alabama.
In “MONEY”, sardonico inno all’imprescindibilità del dio denaro, effetti sonori da urlo anticipano di molti anni il ritmo preferito nelle discoteche di tutto il mondo: il funky.
La faccia oscura della luna non smette di incuriosire anche oggi epigoni giovanissimi di tre musicisti che devono la loro immortalità ad un loro fondatore, Syd Barrett, mai comparso sulle note di copertina delle loro opere musicali eppure musa ispiratrice di melodie e sound.
Di lui si persero le tracce appena la fama arrise si suoi pur bravi compagni, sembra per l’uso dissennato di allucinogeni: oggi c’è chi l’ha intravisto, gonfio di birra, in un minuscolo pub della periferia di Liverpool.
Grande, grandissimo eroe misconosciuto, Syd Barrett sta al grande rock anglosassone del secolo scorso come Diego Armando Maradona al calcio.
Suggerisco a tutti l’ascolto di questo disco, oggi anche in CD,  per scoprire quel che fu un punto d’incontro nei rovinosi anni della contestazione fra giovani di opposte idee politiche: senza capolavori del rock come questo, sarebbe stata guerra civile, almeno qui in Italia!

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