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05 maggio 2004

MONTE OLIVETO MAGGIORE: UNO SPICCHIO DI PARADISO TERRESTRE

Toscana, Via Cassia: da poco tempo ci siamo lasciati alle spalle Siena e guidiamo circondati dal suggestivo anfiteatro naturale delle crete senesi. Appare Buonconvento e, d’improvviso, il bivio per Asciano: Monte Oliveto Maggiore ci attende a pochi minuti, ormai. Di curva in curva, la natura sembra ingentilirsi con numerosi arbusti quando ci arrampichiamo pian piano verso un autentico spicchio di Paradiso terrestre. Monte Oliveto ha davvero l'aspetto delle grandi Abbazie Benedettine. Il luogo, di sua natura solitario e selvaggio, è uno stupendo esempio di bellezza artistica e spirituale. Sul colle svetta una selva di cipressi, pini, querce e olivi: un parco meraviglioso si presenta al nostro cospetto. Da tre parti, borri e precipizi naturali circondano come una grande muraglia l'Abbazia alla quale si accede per il ponte levatoio nella torre merlata. All’ingresso c’è una deliziosa Madonna di Andrea della Robbia che sembra darci il benvenuto. Belle cappellette, dedicate dalla pietà dei monaci ai maggiori santi dell'Ordine, occhieggiano nell'immenso verde. Il monastero è incastonato al centro del colle e va assolutamente visitato per il suo mirabile chiostro. Qui sono celebrate dal Signorelli e dal Sodoma le glorie di San Benedetto su tele ed affreschi disseminati un po’ dappertutto, qui sono cantate le grandezze di Maria, Regina dei monaci. Qui ogni vero cristiano si sente toccato dallo spettacolo, insolito nella confusione quotidiana, della meditazione dei monaci che vi abitano. Qui bisogna fermarsi, almeno una volta, nella nostra vita a riflettere sull’inconsistenza dei valori per cui lottiamo abitualmente, perché solo in posti così possiamo accorgerci di avere un’anima!

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