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08 aprile 2004

MILAN: LA DISFATTA

“Sangue, sudore, lacrime!” così il grande statista britannico Winston Churchill esortava il suo popolo a difendersi dalla possibile invasione del nemico nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.
Queste parole spiegano perfettamente lo stato d’animo degl’impavidi giocatori galiziani del Deportivo al termine dell’impresa sportiva caparbiamente inseguita per tutta la gara ed infine realizzata con grandi meriti ai danni del nostro miserrimo Milan di ieri sera.
Il calcio è un miscuglio di tecnica e agonismo e tali ingredienti vanno miscelati nella maniera giusta in quel tempio sacro ai suoi adepti che ha nome spogliatoio.
Quando tecnica o agonismo, oppure entrambi, sono assenti sul rettangolo di gioco, il tifoso sbigottito assiste a partite a senso unico come il ritorno dei quarti di finale della Champions League a La Coruna.
Tanto di cappello ad Irureta ed ai suoi ragazzi, semplicemente perfetti, se la perfezione esiste nel calcio, ieri sera! Il dominio è stato assoluto per tutti i 95 minuti e mai qualificazione è stata più meritata dopo un simile capolavoro tattico.
Fa male però constatare come la squadra rossonera sia andata incontro con ineffabile rassegnazione alla sconfitta, senza mai reagire agli attacchi impetuosi del Depo. Affondando lentamente, gli sguardi smarriti a cercare dentro di sé risorse fisiche e mentali ormai al lumicino, persino campioni abituati a lottare su tutti i palloni come Gattuso e Maldini apparivano pallide ombre matate dagli avversari e dal loro pubblico, impietoso nello sberleffo perché memore della sconfitta subita con lo stesso risultato solo l’anno scorso.
Ora Carlo Ancellotti deve, proprio come Churchill, fare appello allo smisurato orgoglio di giocatori, società e pubblico abituati troppo bene alle vittorie.
Ci resta il campionato italiano da vincere: una consolazione non da poco, specie guardando i mediocri risultati conseguiti dalle altre società del nostro livello.
Forza ragazzi, quindi, . . . because life must go on!!!

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