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22 aprile 2004

IL 25 APRILE SECONDO VIOLANTE E SECONDO ME

“Il 25 aprile? E’ il giorno della nascita della democrazia! E sottolineo “nascita” e non “rinascita” perché la democrazia, intesa come pienezza di diritti e di doveri, non c’era mai stata fino ad allora nella storia dell’Italia”.
Questo il pensiero di Luciano Violante, espresso durante la celebrazione di questa festa laica nel non lontano 2001, in qualità di presidente della Camera dei deputati.
Teniamo bene a mente queste parole, raggelanti come chi le pronuncia. Il politico diessino fornisce qui un chiaro esempio di totalitarismo ideologico.
Pensiamo a Cavour, Mazzini e Garibaldi, a Quintino Sella oppure a Giovanni Giolitti, insomma a tanti protagonisti dell’Italia risorgimentale e prefascista: oplà, cancellati di netto da questo maestrino dalla penna rossa poco catto e molto comunista, ieri, ora e sempre!
Secondo lui, la democrazia inizierebbe dalla guerra civile alias pulizia etnica di tanti fascisti, cattolici, istriani e dalmati fortemente voluta dal Padre della Patria Palmiro Togliatti e dai suoi scherani di allora.
C’è da rabbrividire rievocando personaggi come Moranino, il partigiano vigliacco in fuga a Praga dai suoi turpi delitti ed esecuzioni sommarie. Con simili individui la democrazia avrebbe fatto il suo esordio sul palcoscenico italiano? Violante dixit! Ma per fortuna ci fu il 1948.
Capirete in quali mani finirebbe il destino della democrazia italiana se al potere tornasse lui, l’immarcescibile persecutore mai pentito dell’ambasciatore Edgardo Sogno!
Del quale proprio domenica mattina, in Via Donati 29, io ed i suoi ammiratori celebreremo il ricordo luminoso. Questo eroe della Resistenza “vera” non va dimenticato perché, in nome della democrazia, ci salvò dagl’inquietanti progenitori di Luciano Violante liberandoci dall’opprimente fantasma della mancanza di libertà.

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