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17 gennaio 2004

GENITORI, TORNIAMO AD EDUCARE!

I mali della scuola italiana riflettono fatalmente i mali di una società allo sbando, che sconta in primo luogo la crisi della famiglia.
Se molti genitori abdicano al proprio ruolo di educatori, può la scuola sostituirli occupandosi della loro felicità e dei loro problemi? No di certo, in un paese (non l’Italia di oggi!) che mettesse al centro delle sue scelte politiche, economiche, sociali e culturali la Persona.
Guardiamo i nostri figli attentamente: sono o no persone, come noi, che hanno diritto a gioire, soffrire, emozionarsi, annoiarsi o riposare?
Se la domanda è affermativa, allora perché non siamo noi, genitori rassegnati da tempo a fuggire dalle nostre responsabilità quotidiane, piccole e grandi, a fare loro da modello? Per quale altro motivo, altrimenti, li avremmo messi al mondo?
Esiste a questo proposito un doloroso equivoco, un’aspettativa mal riposta verso il corpo docente di ogni ordine e grado d’istruzione: crediamo ormai che siano gl’insegnanti a dover educare i nostri figli.
E sbagliamo di brutto! Perché italiano, matematica, storia e materie varie non possono essere trascurate per lasciare il posto a più o meno sottili disquisizioni sulla psicologia infantile prima, adolescenziale poi.
La vita non ammette ritardi né attenuanti da parte di chi non saprà affrontarla perché tragicamente impreparato.
Altro che manifestare pro o contro il tempo pieno, pro o contro questa o un’altra riforma scolastica, torniamo noi genitori ad educare realmente i nostri figli, e permettiamo finalmente agl’insegnanti di fare il proprio lavoro: occuparsi della loro cultura, null’altro!

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