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19 gennaio 2004

RINO GATTUSO, UN CAMPIONE VERO

L’importante vittoria esterna del Milan ieri sera a Brescia porta l’innegabile doppia firma di due splendidi “ragazzi di Calabria”: Pippo Pancaro, autore della rete decisiva, e Gennaro “Ringhio” Gattuso, autentico leader dello spogliatoio rossonero.
Ben pochi di noi, tifosi in estasi al momento del colpo di testa vincente, si saranno accorti di una scena quanto meno decoubertiana: Gattuso, autore di una prova insolitamente incolore per un mastino di razza come lui, era stato sostituito da una decina di minuti e guardava l’incontro sicuramente insoddisfatto per la prova offerta.
La sfera colpita da Pancaro, di testa e da fermo, non aveva ancora varcato la linea bianca della porta bresciana che il nostro, scattando come un centometrista durante una finale olimpica, andava per primo ad abbracciare il compagno e corregionale sotto la curva milanista festante.
Un grande esempio di come un calciatore, al di là delle sue prestazioni personali, debba mettere il destino della sua squadra al primo posto: questo ha significato il comportamento da uomo vero di sport e di vita del centrocampista di Schiavonea Corigliano.
Ah, l’importanza di fare gruppo, nel calcio come nella vita, quanto serve! Sull’altra sponda dei Navigli, invece … ma qui è meglio stendere un velo pietoso, sarebbe come parlare male del ministro Gasparri dopo la bocciatura della sua legge sulle TV, semplicemente inutile!
Aspettando Godot, la pazienza s’incrina fra imprecazioni e severgninate varie: vuoi vedere che persino l’irlandese Premio Nobel per la letteratura Samuel Beckett, quando scrisse il suo capolavoro, avesse conosciuto un interista?

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