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Distintivo di Facebook

Profilo Facebook di Renato Tubere

21 novembre 2003

BLUES VUOL DIRE …

Una città qualsiasi sulla faccia della terra, oggi. Potrebbe essere Rozzano, a Nord piuttosto che San Marco Argentano, a Sud, in Italia ma non solo: dagli States del Middle West alla sconfinata Cina a ridosso delle Yang Tsze, nascosta agli occhi dei passanti, ecco la periferia! E’ il volto che si nega agli esteti del nulla, tutti presi dalla banale esplorazione di monumenti famosi + piazze + casa dove dormì Garibaldi piuttosto che Ettore Fieramosca o Rabintanadth Tagore o chissà chi altro!
Qui, pochissimi lo sanno, pulsa da un secolo o poco più il dramma quotidiano di gente che sbarca a fatica il lunario, gente che ha come colonna sonora della propria vita il ritmo generoso e inarrestabile del blues.
Attorno ad un fuoco acceso per combattere il gelo di una nottata all’addiaccio piuttosto che in una piazza di paese dove le domeniche pomeriggio d’estate sono sempre le stesse, questo genere musicale affratella giovani e meno giovani di tutte le razze e condizioni perché aiuta a comunicare con lo stesso linguaggio, quello di un’implacabile conflitto con il Fato.
Da B. B. King a Roberto Ciotti, da Chris Smither a John Mayall, fino all’incommensurabile Janis Joplin ... l’arte del blues continua a piacere e, se dovessimo davvero vivere globalizzati, non tramonterà mai, piccola ma significativa rivincita dell’uomo di ogni condizione sociale e razza che soffre sul suo simile che crede di esser felice (ma non lo è!).

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