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10 ottobre 2003

IL PETROLIO E DIO

“Dopo Dio, la risorsa alla quale noi mussulmani possiamo affidare la nostra sorte è il petrolio” così esclamò ad un’importante riunione dell’OPEC a cavallo fra anni 70 e 80 l’allora re dell’Arabia Saudita Fahd.
Un’affermazione a due facce: la prima, quella dell’opulenza, visto che ben dieci su tredici nazioni aderenti al cartello dei produttori mondiali d’oro nero sono islamiche.
L’altra, invece, è quella dell’improntitudine di un capo di Stato la cui popolazione ancora oggi detiene un reddito medio pro capite pari al 40% della media mondiale (3.800 dollari USA contro 7.700).
L’iniqua distribuzione delle ricchezze da parte di un governo, a qualsiasi latitudine, è un male assoluto, non certo un valore da paragonare al proprio Dio!

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