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07 settembre 2003

CASTIGAT RIDENDO MORES . . .

Il caldo di questa estate, si sa, ha avuto effetti devastanti su molti italiani. Mai avremmo pensato che a subirne – e a farci subire – le sue conseguenze sarebbe stato addirittura il procuratore generale della Corte dei Conti in persona.
VINCENZO APICELLA, perché di lui stiamo parlando, ha avuto dalla sorte per una davvero beffarda coincidenza il più morettiano possibile dei nomi, e pare impegnarsi spasmodicamente a seguire le orme del suo creatore.
Di fronte agli organi d’informazione nazionali ed esteri il procuratore generale ha letto, a latere della consueta relazione sulla situazione contabile della Repubblica italiana, un atto d’accusa particolarmente spietato nei confronti della classe politica italiana.
"La posizione dell'economia italiana nel mondo – ha detto– da almeno otto anni segue una costante linea di regresso. Dalla metà degli anni '90, l'azienda Italia sta percorrendo la via di un costante declino, non solo nel mondo, ma anche in confronto con i principali paesi europei".
Se effettivamente le cose stessero così allora ANTONIO FAZIO, presidente a vita di Banca Italia, andrebbe allontanato dal suo incarico immediatamente, o no?
“Esiste oggi – ha aggiunto il nostro eroe – una grande maggioranza di cittadini, non importa se silenziosa o no, che si indigna e si addolora dinanzi a tali cause di decadenza e, sia pure confusamente, desidera che si formi, nella coscienza collettiva degli italiani e nella loro volontà, un qualcosa che assomigli ad una pacifica 'rivolta morale', che dia spazio e fiducia all'Italia che funziona".
Rivolta morale degl’italiani: questa frase è davvero preoccupante se a pronunciarla è un cosiddetto “gran commis” dello Stato perché fa tanto giro-giro-tondo nella sua accecante demagogia di fondo.
Poi, subito dopo, si è premurato di dare un amichevole consiglio alle parti sociali alle prese con il rilancio dell’economia: “Occorre alzare, con serrata gradualità, il tetto del pensionamento di almeno 5 anni con la sola esclusione per le attività usuranti e per i casi di invalidità; ciò inizialmente in forma volontaria, attraverso l'introduzione di un sistema di incentivi e di disincentivi".
“Castigat ridendo mores”, l’espressione usata nel Settecento da JEAN DE SANTEUL, letterato francese, per essere apposta alla statua di ARLECCHINO a Venezia, mi sembra la definizione più appropriata per questo fustigatore di costumi, stipendiato profumatamente dalle nostre istituzioni per far funzionare i flussi di cassa, non certo per fare considerazioni che spetterebbero a politici sulla situazione generale del suo – e del nostro – paese!
NANNI MORETTI inventò APICELLA per realizzare films, ma sappiamo bene che la realtà in Italia supera sempre i limiti, pur inestinguibili, della fantasia!

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