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01 aprile 2008

APRILE: A MILANO SI MANGIA IL PAN DE MEJ


“E cun la cica in bùca,
e la roeuda del pan de mej,
la povera Ligèra la va a purtaà i quadrej”

“E con la sigaretta in bocca,
e la tortina di pan di miglio,
i poveracci di Milano vanno a portare i mattoni sbrecciati”.

Aprile, dolce dormire: a Milano, amici miei, questo è un detto senza senso! Da ieri nominata sede del prossimo Expò nel 2015, traffico e rumori molesti tengono ben svegli i suoi abitanti fin dalla metà dell’Ottocento, quando la nascita della nazione italiana e l’apertura delle prime filande attirarono nel capoluogo lombardo migliaia di bocche da sfamare. Aprile, dolce dormire? Di sicuro non chiudevano occhio nemmeno quelli della Ligèra: cioé i tiratardi, mal visti dai benpensanti, senza regolare lavoro e senza fissa dimora. Costoro erano spesso assoldati dai capi della malavita locale per i loro sporchi affari. Ma, in nome di una solidarietà fra classi sociali diverse che rendono da sempre grande Milano, questi poveracci non trovavano quasi nessun ostacolo da parte dei cittadini cosiddetti regolari: perché? Una specie di codice d’onore non scritto vietava loro di avere contatti, diciamo così, finanziari con i milanesi onesti. La mitica Ligèra, infatti, le fregature preferiva ammollarle soprattutto ai furastè: gli stranieri provenienti dalla campagna, dai vicini laghi o, addirittura, dall’altra sponda del Ticino. Erano traffici loschi, operazioni improntate a un mordi e fuggi geniale che, quasi sempre, mandavano in confusione totale le autorità preposte all'ordine pubblico.
Aprile a Milano, centocinquant'anni fa. Sembra di vederle, le truppe cammellate della mala meneghina, vagare indolenti a San Babila, dietro al Duomo o nel reticolo di vie e viottoli attorno ai navigli. Ogni tanto addentavano, con l’eterno mozzicone incollato alle labbra, il pan de mej. E’ un dolce caratteristico che, allora, si preparava con la farina di miglio, ingrediente oggi ormai introvabile. Un boccone solo, di sguincio e sempre attenti che non arrivassero a rompere le uova i vigili, cioè i ghisa, perché c’era da trasportare quegli strani mattoncini tutti bucherellati. Dove, guarda un po’ che strano, i bricconi riuscivano a nascondere il frutto misterioso delle loro dubbie fatiche!
Aprile, dolce dormire? Magari altrove, perché a Milano, allora come oggi, che si parli di lavoratori onesti o di ladruncoli, pare che non dorma mai nessuno!


1 commento:

briscolo ha detto...

Grazie!
Mi sono chiesto dozzine di volte cosa fossero i "quadrej" e tutto il resto.