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24 ottobre 2006

MILAN-PALERMO 0-2, OVVERO … ROSSONERI SIAMO NOI!



Non solum in rebus secundis, sed etiam in rebus adversis! Domenica sera la San Siro rossonera ha celebrato l’ingresso nel calcio che conta di una nuova grande: il Palermo del tycoon veneto della grande distribuzione Maurizio Zamparini. Allenati magistralmente dal saggio Francesco Guidolin, i rosanero hanno demolito i sogni di gloria di un Milan mai domo, eppure costretto ad alzare bandiera bianca di fronte alla migliore organizzazione tattica e ad una freschezza atletica che a Milanello, ormai, è diventata merce rara, data l’età media così alta della rosa a disposizione di Ancelotti.
Due spingardate della stella emergente Mark Bresciano, presentatosi indisturbato al cospetto di una difesa dall’età media che avrebbe fatto ingelosire i produttori della serie TV “Villa Arzilla”, hanno alzato impietosamente il velo sui troppi errori fatti dal nostro ineffabile amministratore delegato, sosia perfetto di Zio Fester, in questi ultimi anni.
Vedere entrare il 38enne Paolo Maldini sullo 0-2 per spingere sulla fascia sinistra tentando il tutto per tutto dimostra che siamo poco competitivi rispetto alle altre grandi della serie A.
Vedere trotterellare incessantemente a centrocampo, spremuto come un limone perché costretto a giocare sempre dalla mancanza cronica di un ricambio all’altezza, il menatorrone olandese Clarence Seedorf mette soprattutto malinconia.
Vedere due prime punte campioni del Mondo in Germania sbattere contro la linea Maginot eretta da Guidolin togliendosi spazio l’un l’altro per inseguire pochissime occasioni da gol è imbarazzante.
Ma la folla rossonera presente in Curva Sud ha tributato ugualmente ai nostri gladiatori sconfitti un lungo e caloroso applauso che non ammette equivoci. Il tifoso vero, quello che continua a sobbarcarsi sacrifici economici non indifferenti malgrado l’abbuffata a basso costo di TV digitale e/o satellitare, da un lato è contento dell’impegno profuso in campo dai suoi idoli. Dall’altro, invece, punta inesorabile l’indice contro la società di Via Turati, responsabile di un lento e inarrestabile declino.
La lunga tradizione che vuole il popolo milanista appassionato giudice delle vicende societarie trova un’altra conferma dopo questo disgraziatissimo Milan-Palermo.
Saper perdere non è da tutti, soprattutto quando si è vinto così tanto negli ultimi vent’anni sotto la presidenza di Silvio Berlusconi. E’ saper disgiungere le responsabilità dei singoli attori dello sport di squadra più bello al mondo che non sembra per nulla facile: per tutti, tranne che per noi, votati dalla nascita alla causa del Diavolo rossonero!

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