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03 gennaio 2006

CASO UNIPOL: IL SILENZIO DEI CONNIVENTI



A Prima Pagina, faziosa quanto interessante rubrica di Radio 3, il tema che appassiona oggi di più è l’assenza degli scrittori di sinistra dal dibattito riguardante lo scandalo Unipol su quotidiani e media della penisola. Uno stupore che, in tutta sincerità, mi stupisce alquanto.
Intellettuali come, ad esempio, Camilleri e Trabucchi, Eco e Fuksas, Augias e Magris sono mai stati in una cooperativa? Conoscono forse da vicino i sacrifici che comporta far nascere una società apparentemente non profit? Sanno quanto bisogna battersi con tutte le forze per incrementarne gli utili, salvaguardando in tutti i modi la qualità dei servizi e, soprattutto, il mantenimento dei posti di lavoro per i soci? Conoscono la rabbia di quelle persone che hanno da decenni la tessera di un certo partito di sinistra perché ne condividevano i valori? Sono persone che ora scoprono di essere state alleggerite di molti loro legittimi averi da certi compagni furbetti, i cui complici sono coloro che sono stati eletti per ben altri motivi e che solo oggi vengono sorpresi, secondo le note intercettazioni telefoniche, con le manine ficcate nella marmellata delle plusvalenze: che ne possono sapere, i vari Camilleri, Trabucchi & CO, di queste situazioni così lontane dai loro orizzonti culturali?
Loro sono intellettualoidi militanti che della sinistra conoscono solo i vantaggi. Mi riferisco ai troppi soldi guadagnati immeritatamente perché appartenenti alle lobby editoriali giuste e non certo perché sono grandi scrittori, anzi!
Trabucchi, Eco, Camilleri e compagnia bella sono mediocri scribacchini e nulla più! Possono costoro disquisire da esperti del movimento delle cooperative, cioè di gente che per lo più si sbatte da mattina a sera per far quadrare gli sforzi delle proprie attività? A me pare che le loro occupazioni favorite siano il cazzeggio ben retribuito, qua e là per l’Italia dei salotti progressisti, sul terribile regime berlusconiano o il mietere consulenze principesche da questa o quella fondazione amica anzi … compagna!
Che gli autori e gli ascoltatori di Prima pagina si mettano l'animo in pace! Non ci saranno mai loro articoli o saggi trasudanti sdegno e moralismo su Consorte e sulle sue consulenze da 50 milioncini di euro ricevuti, forse con il benestare di segretario e presidente della Quercia. Questi intellettualoidi della sinistra italica, come ben scriveva il grande Leo Longanesi, sono pur sempre italiani di una ben nota categoria: quelli che tengono famiglia!

1 commento:

MondialPost ha detto...

Ciao, ti comunico che il tuo articolo è stato linkato su Mondial Post Journal, nuovo Aggregator, e che potrai linkare i tuoi prossimi articoli autonomamente.
Buon lavoro
IneffabileWeblog