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08 novembre 2005

ROMA CAPITALE, MA DI CHE?



Due eventi di portata difficilmente quantificabile per il destino dell’umanità intera hanno riportato, anche se per un solo giorno, Roma sotto i riflettori della Storia, quella con la S maiuscola.
Il primo è stata la visita ripresa in pompa magna dalle televisioni nazionali ed estere, non si sa a quale titolo, del sindaco Valter Veltroni a una puerpera e ad un neonato davvero molto speciali. Sono Illary Blasi, bionda e avvenente consorte del Pupone, al secolo Francesco Totti, calciatore simbolo della Roma giallorosa e il loro sospirato erede, cui è stato apposto dopo chissà quanto lunghe meditazioni, il significativo nome di battesimo Christian.
Il secondo è stata l’udienza, in forma strettamente privata, concessa dal nuovo pontefice Benedetto XVI al pio presidente della Camera dei deputati del Parlamento italiano, Pier Ferdinando Casini.
Un ex democristiano tormentato, quest’ultimo, che conduce una vita completamente al di fuori dei canoni prescritti da Santa Romana Chiesa. Il bel Pierferdi è, come ben sanno i miei ventiquattro lettori, separato dalla prima moglie. Tutti sappiamo però che si è poi sposato, solo con rito civile, con una nuova compagna dalla quale ha avuto finora un paio di creature.
Veltroni, col suo presenzialismo da operetta, incarna al meglio la sacralità delle funzioni del primo cittadino dell’Urbe, più vicino alle pressanti esigenze degli elettori romanisti che alle rimostranze dei miserabili abitanti delle periferie suburbane.
Casini invece con la sua comparsata in Vaticano rifulge sulla scena pubblica richiamando alla memoria la figura dolente del secondo ladrone crocifisso a fianco di Gesù Cristo.
Pur non conoscendo i contenuti dell'udienza col Santo Padre, possiamo immaginare il suo sincero pentimento al cospetto del simbolo della cristianità per la sua vita finora peccaminosa assai. Roma, grazie questi due mediocri politici, è tornata ad essere capitale, almeno per un giorno, di un'arte molto in voga ai giorni nostri: quella di non vergognarsi. Mai!

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