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04 aprile 2005

IL TESTAMENTO SCOMODO DI PAPA WOJITILA

"Il cedimento al desiderio, al sesso, al consumo: questo è l’europeismo che accreditano taluni sostenitori del nostro dovere d’entrare in Europa. Ma noi polacchi non dobbiamo diventare parte di questa Europa. L’Europa l’abbiamo creata noi, con molta più forza di quelli che pretendono l’esclusiva dell’europeismo. Qual è il loro criterio? La libertà. Ma quale libertà? Quella di togliere la vita al bambino non nato? Fratelli e sorelle, io protesto contro questa concezione dell’Europa che si sostiene in Occidente. E proprio in questa terra di martiri questo deve essere gridato forte. L’Europa attende una redenzione. Il mondo ha bisogno di un’Europa redenta". Sono parole forti, queste, tratte da un lungo discorso a braccio che il Santo Padre fece nel 1991 durante la quarta visita ai suoi compatrioti. Sono anche il testamento spirituale di un conservatore in perpetuo conflitto con l’inarrestabile deriva laicista della civiltà occidentale: hanno un retrogusto amaro come il fiele, queste frasi severe, per i governanti della terra e per i loro popoli! Provengono infatti da colui che era stato eletto al soglio di San Pietro soprattutto perché aveva combattuto in prima persona e con successo il nazismo e il comunismo. In realtà questo papa, più che affrontare le false ideologie, ha dovuto lottare a spada tratta contro la pesante eredità che questi totalitarismi hanno tramandato all’Europa. Quante battaglie ha intrapreso Sua Santità contro i falsi miti del progresso, come la modernizzazione a prescindere, la globalizzazione selvaggia, il pacifismo completamente prono di fronte alla cupa violenza del terrorismo, il ricorso sistematico alle armi delle superpotenze, la falsa difesa dei diritti dei lavoratori, la crisi inarrestabile dell’istituzione famiglia! “L’unica sua risorsa a disposizione è stata la fede in Cristo e nella Madonna: davvero troppo poco!” : così, in uno dei molti topic presenti in questi giorni su Internet, un certo Roberto G. – evidentemente un agnostico – ha commentato gli sforzi compiuti da Karol Wojitila di riaffermare la superiorità del pensiero cattolico nel progredito Occidente. Anche queste sono parole forti e testimoniano con drammatica efficacia a che livello sia oggi l’incomunicabilità fra cattolici e laici, fra Fede e Ragione.

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