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15 marzo 2005

LETTERA A UN CAMPIONE DEL MONDO DI SPAGNA ‘82

Che bello aprire oggi i giornali e scoprire che, nel calcio stramiliardario che ingoia con disinvoltura la reputazione di personaggi più o meno meritevoli di stima, c’è ancora posto per un indimenticabile campione del mondo di Spagna ’82 come Bruno Conti!
Caro Bruno, da tifoso rossonero ti ricordo con affetto quando negli Anni Ottanta giocavi nella Magica agli ordini del pur sempre “nostro” Barone Nils Liedholm.
Che carisma, quando scendevi irrefrenabile sull’una e sull’altra fascia per mettere, con tempismo solo a te noto, palloni su palloni sulla testa di Roberto Pruzzo, alias “O Rey di Crocefieschi”!
Quanti dispiaceri sportivi mi davi, a me tifoso allora alle prese con un Diavolo ostaggio dei capricci dell’ignobile dirigente Gianni Rivera e delle nefandezze finanziarie di Giussy Farina!
Da oggi siedi sulla panchina della tua cara Roma, mai così scombussolata dalle polemiche come adesso: tanti auguri sinceri, ne hai davvero bisogno, dovendoti sorbire le ubbie e gl’infantilismi dei Totti, dei Mexes e dei Cassano: gente abituata solo a dare calci ad un pallone, rimasta purtroppo allo stato brado in materia di educazione!
Farai, dicono i giornalisti meglio informati, da traghettatore fino al termine di questa stagione, per poi cedere il testimone ad un altro grande uomo di sport come Zdenek Zeman.
Ecco, lui merita, come te, grandi palcoscenici per divertire, da allenatore esattamente come facevi tu da giocatore, i tifosi amanti del bel gioco, e non delle porcherie difensivistiche o, peggio, delle vittorie frutto di imbrogli farmacologici, alla stregua del peggior Ben Johnson!
Io spero di vederti tornare ad insegnare il tuo calcio, fatto di tanti piccoli sacrifici, ai giovani della Primavera o agli allievi giallorossi: ragazzi non ancora corrotti dal professionismo velinaro di oggi, quello partorito dalla nascita dei procuratori e mirabilmente preso in giro dalla coppia Ficarra & Picone a Zelig tutti i venerdì sera in TV.
Forza, campione di Spagna ’82! Resisti più che puoi alle pressioni della folla, ai cosiddetti addetti ai lavori ed al loro malcostume, fatti vedere sorridente e fiero sulla panchina dell’Olimpico.
Poi, mi raccomando, torna a fare il mestiere difficile, quello per cui tutti noi, sportivi veri, ti vogliamo bene: educare al calcio i giovani!

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