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17 febbraio 2005

AMBASCIATORE ROMANO, MA CHE COSA DICE?

Ci sono momenti, nella vita di ognuno di noi, in cui fare il proprio mestiere provoca malessere, disgusto, rabbia. Per ogni giornalista che si rispetti, credo, il momento più buio è stato raggiunto in questi tristi giorni. Uno dei delitti più efferati commessi durante i vergognosi anni della strategia della tensione, la strage di Primavalle, è tornato inaspettatamente agli onori della cronaca per le dichiarazioni inattese di uno dei suoi responsabili, Achille Lollo.
Rifugiatosi al momento dell’arresto nel lontano Brasile, questo spregevole individuo ha affidato, dopo anni di oblio, la sua incredibile versione dei fatti ai colleghi delle TV e dei settimanali italiani.
Il trattamento a lui riservato è stato quello di un divo dei talk show: e lui, cinicamente, ne sta approfittando.
La povera famiglia Mattei è descritta da costui come una pericolosa combriccola di bonzi, decisi a tutto, anche a farsi bruciare vivi pur di sacrificare la vita di qualche bambino alla causa dell’ideologia fascista.
In suo soccorso è sopraggiunto persino l’abominevole kapò dei girotondi anti-Berlusca, ossia il professore fiorentino Pancho Pardi che, con sottili distinguo degni di miglior causa, si permette di difendere l’indifendibile vigliaccheria di questo assassino dell’estrema sinistra.
Tra complici e responsabili effettivi, ce ne sarebbero di personaggi da additare al disprezzo pubblico come criminali fraudolenti e omertosi, e invece, che cosa tocca leggere alla povera famiglia romana e a noi, che vivemmo fianco a fianco sui banchi di scuola con questa genia di pericolosi vigliacchi?
Che ci sarebbe bisogno di un’amnistia nei loro confronti: a dirlo è stato, nientepopodimeno, l’altra sera nel TG di LA7 l’ambasciatore Sergio Romano.
Caro Romano, gli ozi di Cetona, ridente località del senese dove lei ha la fortuna di vivere, la stanno forse facendo uscire di senno? Ma le sembra che uno come il signor Lollo, delinquente comune di Potere Operaio, sia capace di chiedere scusa a chicchessia?
L’amnistia è una cosa seria, non un decreto legge da improvvisarsi fra una genuflessione ed un pugno chiuso nei corridoi bui di Palazzo Madama o di Montecitorio!
Si ricordi, caro ambasciatore, che questa gentaglia (fra loro come fiancheggiatori molti giornalisti come Gad Lerner, Paolo Liguori e Adriano Sofri) deve rivolgere le sue scuse sincere a quella parte del paese con l’unico torto di non condividere il loro insano amore per il comunismo.
Non bastano trent’anni di storia a questo nostro sciagurato, bellissimo paese per dimenticare la vergogna di una sinistra che allora annoverava nelle sue fila stragisti e oggi occupa, come se nulla fosse accaduto, alcuni scranni nei palazzi della politica romana.
Un autodafè come ai tempi della Santa Inquisizione, per Sofri e compagnia bella, e tutto si aggiusterebbe! Ma ne avranno mai il coraggio, costoro?

1 commento:

Anonimo ha detto...

La morale della strage di Primavalle sta tutta nella tradizione politica italiana: i figli degli sfruttatori, lottando per una società migliore, ammazzano i figli degli sfruttati. Insomma ricchi contro poveri in nome della giustizia sociale.
Pasolini ci scrisse persino una poesia...
pier luigi baglioni