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23 febbraio 2004

INTELLIGENZA COL NEMICO?

Arrivato un po’ avventurosamente a metà della legislatura, il governo Berlusconi dimostra di essere affetto da strabismo congenito.
Con un occhio sembra guardare al cosiddetto libero mercato come panacea per tutti i mali, con l'altro si compiace invece d'intrattenere rapporti più che amichevoli con i capataz dell'amministrazione pubblica, con i vertici delle grosse banche e degli enti pubblico/privati,
con i sindacati ideologicamente ostili e con gli iperstatalisti servitori di più maggioranze negli ultimi 20 anni.
C’è da domandarsi se gli elettori della Cdl non avessero chiesto altro, quando votarono per questa maggioranza propostasi nel 2001 come rinnovatrice rispetto al pattume veterostatalista del centrosinistra.
Da qui alla fine del suo mandato, Silvio Berlusconi deve sospendere in tutti i modi questa forma di vera e propria “intelligenza col nemico”: in una parola, deve governare da riformatore illuminato, forte del mandato avuto da quasi il 64 % degl’italiani.
La ricetta giusta? Pugno di ferro in guanto di velluto, dimenticandosi di scimmiottare gli Andreotti o i Fanfani del tempo che fu: voltare pagina per sopravvivere in Europa, di questo e non di altro ha bisogno oggi il sistema paese!

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