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01 gennaio 2004

IRAQ: ECCO PERCHE' E PER CHI SI E' COMBATTUTO

Qui di seguito il giornalista Kamel Al-Sa'doun, scrittore iracheno che vive in Norvegia, così giustifica l'occupazione del suo paese da parte degli Stati Uniti:

"Sì, l'occupazione è una liberazione benedetta e promettente per l'Iraq, anche
se Nazioni Unite, Europa, Russia, India e tutti gli arabi dicono il contrario.
La logica del diritto internazionale può rivestire interesse per francesi,
tedeschi, russi e arabi, che ne sono innamorati . ma non per noi, noi che siamo
iracheni. Il diritto internazionale non rivestirebbe alcun interesse per noi in
nessuna forma o in nessun maniera, perché il pugnale di Saddam gronda di sangue
iracheno, non certo russo o arabo: la piaga di Saddam ha seminato distruzione
fra di noi, noi iracheni, non fra i lacchè della Lega Araba, né fra russi o
cinesi. La tragedia irachena, che è andata al di là di ogni ragionevole limite,
fu e continua a essere la summa della sua malvagità e degenerazione.
Mentre gli altri continuavano a sorseggiare arak [una bevanda alcolica] nei
locali più in di Bagdad, [gli iracheni] a migliaia venivano arsi vivi nelle
sabbie dell'Iraq, nei deserti, nelle lagune, nelle sterminate pianure
dimenticate da Dio. E mentre giornalisti, intellettuali, politici e poeti arabi,
con le loro voci trillanti, si mettevano a cantare le lodi di Saddam, a far
rullare i tamburi e a farsi fotografare con Latif Nassif, Passim, Nawal
Al-Aloussi e gli altri della banda del partito Ba'ath, centinaia di poeti,
scienziati e scrittori iracheni stavano morendo sul fronte di guerra o nelle
camere di tortura. Per più di tre decenni, il pugnale della morte ha strappato
gli iracheni alle loro case, alle loro famiglie, ai posti di lavoro, alle scuole
e ai parchi giochi dei loro bambini .
Guardate le fosse comuni . [perché non diciate] poco più che qualche migliaio,
dieci, venti, cinquantamila . No, ci sono centinaia di migliaia di cadaveri che
non sono stati dissotterrati fino ad ora, centinaia di migliaia di vite che
avrebbero potuto diventare una grande risorsa per l'umanità. Ogni iracheno, ogni
arabo e ogni essere umano si dovrebbe chiedere il perché vennero assassinati,
prima di agitare la bandiera del diritto internazionale. Noi iracheni eravamo
candidati [alla stessa sorte] delle tribù Hutu e Zulù, dei cambogiani, delle
vittime dell'olocausto e dei milioni di russi massacrati per mano di Stalin. Se
si considera la cecità del diritto internazionale, l'apatia e la mancanza di
compassione dei nostri confratelli musulmani . e se per ipotesi gli Stati Uniti
fossero rimasti in silenzio e avessero mantenuto la tregua con Saddam, avremmo
perso altri milioni di vite nelle guerre mosse da Saddam, dai suoi figli e dai
suoi nipoti.
Se il pretesto per la guerra non era molto chiaro prima che scoppiasse, dopo la
liberazione non c'è stato più alcun dubbio nella mente di chiunque abbia buon
senso. E' stato chiaro vedendo le ondate di mercenari arabi che attraversavano
le frontiere [per entrare in Iraq] . Saddam Hussein preparava la guerra e chi
dice il contrario mente spudoratamente. E' vero che non ha schierato i suoi
missili ed è vero che non ha agganciato esplosivi a centinaia di migliaia dei
suoi aspiranti suicidi e guardie del corpo perché si facessero esplodere in
mezzo agli americani e agli inglesi, come sperava Abd Al-Aziz Al-Rantisi [di
Hamas]. Ma Saddam preparava un'arma diversa, più efficace e più pericolosa .
La guerra di Saddam non era contro gli americani . Era prima di tutto contro
gli iracheni, compreso il suo clan e la sua famiglia. Per questo, la sua arma .
era assai più degenerata che non le armi di distruzione di massa, ed egli si era
convinto che con essa poteva gettare il terrore sugli altri. Saddam fece uscire
dal carcere decine di migliaia dei più incalliti criminali e assassini, dopo
aver eliminato gli ultimi prigionieri politici che aveva fra le mani.
Pertanto la liberazione dell'Iraq è come un riscatto, una liberazione
estremamente benedetta e positiva, anche se Germania, Francia, Russia, Cina e
gli arabi dicono altrimenti."

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